Difficile se non impossibile fare previsioni su quali conseguenze economiche potrà avere questa pandemia. La difficoltà dipende soprattutto dal fatto che la situazione cambia di minuto in minuto, meglio, peggiora di minuto in minuto.

Fino ad un paio di giorni fa avevo non dico delle certezze, ma comunque delle convinzioni. Ciò che era accaduto prima a Wuhan e poi a Codogno mi forniva quasi delle sicurezze, sarebbe stato ancora questioni di giorni, una decina, forse due settimane, ma poi si sarebbe invertita la rotta.

Oggi sembra che i tempi si possano dilatare, anzi è quasi certo che i tempi si dilateranno, i Governatori delle regioni del Nord continuano a lanciare allarmi e questo ovviamente è preoccupante.

Capisco quando Zaia esorta i media a non fornire notizie positive, farebbe ingenerare nelle persone un ottimismo fuori luogo e soprattutto un ottimismo deleterio visto che qualcuno si sentirebbe quasi  autorizzato a riprendere comportamenti non consoni all’attuale situazione.

Chiaramente se la situazione dovesse protrarsi ancora a lungo, senza dubbio nascerebbero diverse problematiche, ma sarebbero problemi essenzialmente riconducibili a due tipologie: problemi di carattere economico e problemi di carattere sociale.

Partiamo dai secondi.

Una situazione senza precedenti

Già ora ci troviamo in una situazione che non ha precedenti, almeno dalla rivoluzione industriale ad oggi, mai infatti il mondo, o comunque una parte di esso, si è fermato.

Ma cosa accadrà se tutto ciò dovesse continuare a lungo, o perlomeno ancora per un certo periodo di tempo? C’è chi ipotizza che gli effetti depressivi sulla popolazione derivanti dalla “reclusione”, passatemi il termine un po’ eccessivo, potrebbe avere conseguenze ancor peggiori del virus.

Personalmente non sono così pessimista, lo dico subito, ma una situazione così “senza precedenti” apre scenari che non possono essere prevedibili. 

Oggi risultano dei deterrenti le multe per coloro che non si attengono alle disposizioni governative, ma se col passare del tempo, e con l’acuirsi dell’inquietudine da parte della popolazione, le violazioni dovessero moltiplicarsi, le Forze dell’Ordine potrebbero ritrovarsi loro stesse in una situazione di stress.

Naturalmente la paura, più delle multe, oggi porta gli italiani ad essere tutto sommato ligi alle disposizioni, e naturalmente la paura potrebbe anche essere indotta ed ampliata dai media.

La colonna di camion militari che nella nottata hanno portato fuori dalla città di Bergamo diversi feretri, ad esempio, è un’immagine decisamente shoccante, ma i media, da questo punto di vista, potrebbero essere ancora più incisivi.

Ad esempio qualche telecamera potrebbe “entrare” in qualche reparto di terapia intensiva e riprendere immagini raccapriccianti.

Insomma dal punto di vista sociologico stiamo per vivere esperienze mai viste in precedenza. 

Oggi infatti ci dicono che, pur nel rispetto della privacy, possono monitorare, attraverso i cellulari, quanti di noi non si attengono alle disposizioni ed escono dalle mura domestiche.

Ok ci dicono che la privacy è rispettata perché si valutano gli spostamenti delle persone nel loro complesso, ma non singolarmente, sì, ma penso sia venuto più di qualche dubbio a ciascuno di noi.

Detto questo voglio invece arrivare all’altra tipologia di problema che comporta la situazione che stiamo vivendo, e nella quale ho maggiore competenza, ossia l’aspetto economico. 

Le scelte della BCE

Oggi i media ci riferiscono che la BCE avrebbe fatto dietrofront, annunciando un quantitative easing per 750 miliardi di euro, certamente un importo assolutamente ingente.

Ebbene guardando alle Borse europee, l’annuncio da parte della Lagarde un effetto l’ha avuto, ma non è stata una risposta euforica, i listini del Vecchio Continente hanno infatti guadagnato un paio di punti percentuali, visti i crolli dei giorni scorsi, tuttavia, possiamo considerare il guadagno odierno quasi frazionale.

New York al momento viaggia intorno alla parità.

Purtroppo quindi devo constatare, come avevo previsto, che le Banche Centrali, per quanto continuino ad immettere liquidità nel sistema, che è la sola cosa che sono in grado di fare, non ottengono risultati apprezzabili.

Dovrebbero intervenire i Governi, ma attenzione, seguite attentamente questo circolo vizioso.

Cosa possono fare i Governi per dare fiato all’economia? Ovviamente ridurre il carico fiscale, è l’unica cosa che possono fare.

Diminuendo le entrate lo Stato si troverà però in difficoltà perché comunque ha delle spese indifferibili, deve infatti pagare le pensioni e gli stipendi a tutti i dipendenti pubblici, ma non solo, deve anche sovvenzionare tutti i dipendenti privati che si trovano in difficoltà proprio per la situazione che si è venuta a creare per la pandemia.

Quindi?

Quindi lo Stato ha la necessità di indebitarsi ulteriormente per far fronte alle spese che ho definito indifferibili ed allora chi acquista i nuovi titoli dello Stato che devono essere emessi?

Ossia chi acquista il nuovo debito pubblico?

La Banca Centrale, ed infatti la Lagarde ha annunciato questa manovra per 750 miliardi, ma c’è un problema, ed ossia che tutto questo funzionerebbe se servisse ad aumentare la produzione, il Pil.

L’aumento del Pil, infatti, farebbe incrementare le entrate dello Stato, visto che aumenterebbero le entrate tributarie e questo circolo potrebbe rivelarsi virtuoso.

Ma noi invece facciamo tutto questo perché abbiamo bloccato la produzione, ossia noi con i 750 miliardi della Bce non facciamo aumentare il Pil, non facciamo aumentare le entrate tributarie, quindi che fine fanno quei 750 miliardi?

Ammesso che quei denaro arrivi alle famiglie, ma non ci credo, comunque non avrebbero che un effetto effimero, nemmeno un effetto placebo.

Prima o poi finirebbero in inflazione.

D’altronde, carissimi ascoltatori, l’economia è una materia semplice, penso che tutti siano in grado di comprendere che se per un certo periodo non si produce nulla, o quasi, mentre come logica vuole, nello stesso periodo il mondo consuma perché le persone perlomeno devono sopravvivere, quindi che conseguenza si ha?

Ossia se non produciamo ma consumiamo, la conseguenza è che ci impoveriamo.

Sarà pure brutto dirlo, ma è così!

E qual è la cosa peggiore per noi italiani? E’ che veniamo da anni nei quali ci siamo impoveriti, ed ora visto che di questi giorni tutti hanno preso dimestichezza con i grafici ed in particolare con le curve, ebbene così come la curva dei contagiati, anche la curva dell’impoverimento … in questo periodo non può che impennarsi.

Ripeto, non possiamo sentirci confortati dal fatto che questo impoverimento riguarderà praticamente tutto il mondo, perché per i Paesi, come la nostra Italia, che viene da anni di austerità, sarà ancora più dura.

All’impoverimento non ci si fa l’abitudine.

La nostra speranza è che questa esperienza insegni anche agli altri Paesi europei che l’Unione europea anziché un acceleratore è un freno ed andare in salita coi freni tirati è proprio una cosa insensata.