La riforma fiscale sembra prendere corpo ogni giorno che passa. Adesso il Governo, dopo l'Irpef, vorrebbe rivedere le aliquote Iva. L'idea sarebbe quella di passare ad una tassazione che si concentri sulle cose e non sulle persone, ma soprattutto si penserebbe ad una riforma dell'imposizione diretta ed indiretta. La riforma fiscale, quindi, non avrebbe come unisco scopo quello di rivedere gli scaglioni dell'Irpef, ma coinvolgerebbe anche l'Ires e l'Iva.

Lo scopo sarebbe quello di disegnare un fisco più equo e trasparente, ma che soprattutto riduca la pressione fiscale sui ceti medi e le famiglie con bambini. Ma dovrebbe anche accelerare la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenbilità sociale ed ambientale. In sintesi abbiamo elencato i principi sui quali si dovrebbe muovere la riforma fiscale, almeno stando alle linee guida del recovery fund inviate a Giuseppe Conte, presidente del Consiglio.

Riforma fiscale: come cambieranno Iva ed Irpef

Sicuramente una delle priorità della riforma fiscale riguarda il riordino delle spese fiscali. Sembra che siano anche stati accolti gli inviti della Commissione europea, che chiedeva che fosse spostata la tassazione dalle persone alle cose. Su questa scia, infatti, si starebbe pensando ad una riscrittura delle aliquote Iva. Una delle strade da percorrere è quella della riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, cercando di trasferire su altre voci l'onere fiscale.

Una delle voci più importanti per il Governo, riguarda la riconversione delle imprese nel post pandemia: le scelte fiscali dovranno accompagnare il cambiamento anche in senso sostenibile. Dovranno essere agevolati i settori dove l'emergenza coronavirus ha colpito maggiormente ed andare a coprire quei settori in cui si è registrata una carenza produttiva a fronte di un'evidente necessità per gli approvvigionamenti nazionali.

Cambierà la tassazione digitale?

Ovviamente il futuro delle nostre tasse non dipenderanno unicamente da Iva ed Irpef. Un capitolo molto importante sarà dedicato anche alla tassazione digitale. L'emergenza coronavirus ha spinto ulteriormente i processi di digitalizzazione del nostro paese e ha reso ancora più forte l'esigenza di rispondere alle nuove sfide fiscali che questo comporta. Secondo i tecnici di Palazzo Chigi:

In questa prospettiva assume un rilievo ancora maggiore il negoziato che sta proseguendo in sede Ocse sulla riforma della tassazione delle multinazionali, incluse quelle digitali. L'obiettivo fissato in sede G20 è la sottoscrizione, entro fine anno, di un accordo politico sulla parziale modifica dei criteri di allocazione internazionale della base imponibile societaria per ridurre le possibilità di profit shifting delle multinazionali e sull'introduzione di un livello minimo di tassazione effettiva per le stesse imprese.

Senza dubbio l'Italia è riuscita ad approvare una propria disciplina digitale, che è operativa già per l'anno fiscale 2020. Le imprese saranno quindi chiamate ad assolvere ai proprio obblighi tributari nel 2021

Non solo Irpef ed Iva, ma anche caccia all'evasione fiscale!

Come ultimo capitolo di una nuova ed importante riforma fiscale, non poteva mancare sicuramente una voce che riguardasse l'evasione. Quindi si focalizza l'attenzione sulle aliquote Iva e sugli scaglioni Irpef, ma sicuramente non ci si dimentica che è necessario migliorare l'efficienza e l'equità del fisco. Ma soprattutto è necesssario aumentare la propensione delle imprese ad investire e a creare occupazione. Al momento è sotto gli occhi di tutti il fatto che l'attuale sistema fiscale costituisce solo e soltanto un onere burocratico per il paese.

Tra i problemi più urgenti da risolvere c'è l'eccessiva pressione fiscale su imprese e famiglie, che deprime consumi e investimenti privati - afferma Giovanni Currò capogruppo Movimento 5 Stelle alla Camera - . La riforma andrà attuata tenendo conto, ovviamente degli aspetti ambientali e sociali, in un'ottica di semplificazione del sistema e di riduzione del carico fiscale.