Nuovi record per i 3 principali indici USA, S&P 500, Dow Jones Industrial e Nasdaq 100, con il primo a una virgola dalla  soglia psicologica di 3.200 punti. Considerando che a Natale scorso chiuse a 2.351, non proprio una performance banale questa ottenuta in meno di un anno (+36%), anche se la faccenda è favorita dal fatto che Wall Street perse oltre il  9% a Dicembre 2018, nonostante un recupero del 6.5% tra Natale e Capodanno.

La seduta asiatica ha avuto un buon tono grazie soprattutto al "China complex" che ha messo a segno performance di rilievo ("H" shares + 1.7% e "A" shares e Taiwan +1.3%) iniziando finalmente a fattorizzare il miglioramento del quadro macro. Tra gli altri indici bene ancora Seul e Mumbai, con Tokyo Jakarta a mostrare progressi meno pronunciati e Sydney al palo.

L'apertura europea ha dovuto fare i conti con un involuzione del sentiment sul fronte UK. Johnson forte della larga maggioranza parlamentare, ha comunicato l'intenzione di modificare il  progetto di accordo, inserendo un articolo che imponga un termine della fase di transizione entro la fine del 2020. Sembra evidente come il mantenimento di buone relazioni commerciali con l'EU non sia in cima alle priorità Di Boris. Considerando, poi, che per trovare un accordo sulla fase di transizione sono stati impiegati 3 anni, un anno per negoziare le relazioni future sembra un periodo estremamente ridotto, e la probabilità di una fase senza alcun accordo, con gli scambi regolati dal WTO (e quindi nuovamente una "hard brexit") appare in decisa crescita. Con queste premesse, la Sterlina ha preso a indebolirsi bruscamente con l'apertura delle  contrattazioni sui mercati europei,  cancellando il grosso del rally post elezioni  e l'azionario ha aperto in calo la seduta.