Si accendono i riflettori sulle trimestrali della Corporate America che martedì hanno visto al centro del palcoscenico soprattutto i big della finanza. Anche Johnson & Johnson ha comunicato i suoi risultati ma il mercato ha prima di tutto puntato lo sguardo sull'annuncio del gruppo del New Jersey relativo allo stop dei test per il suo vaccino contro il Covid-19. Le prime a presentare i dati per il terzo trimestre 2020 sono state Jp Morgan Chase & Co e Citigroup (senza tralasciare il gigante dell'asset management BlackRock, che ha chiuso in rally del 3,91% martedì al Nyse sul nuovo record di 7.800 miliardi per il suo gestito).

Calano gli accantonamenti ma anche i ricavi

Jp Morgan ha registrato nei tre mesi una crescita dei profitti netti da 9,08 miliardi, pari a 2,68 dollari per azione, a 9,44 miliardi, e 2,92 dollari. I ricavi sono invece calati da 30,01 a 29,94 miliardi. Il consensus di FactSet era per 2,23 dollari e 28,21 miliardi rispettivamente. Risultati ampiamente migliori rispetto alle aspettative che si accompagnano anche ad accantonamenti su perdite nei prestiti scese a 611 milioni di dollari dai 903 milioni del terzo trimestre 2019. Complessivamente la performance è da considerarsi positiva visto che dei quattro business di Jp Morgan solo quello consumer ha registrato un declino contemporaneo di utili e ricavi, ma il management della banca ha evitato di esprimere eccessivo ottimismo anche perché il Congresso Usa è ancora bloccato sui possibili nuovi aiuti all'economia. In una congiuntura segnata dalla perdita di milioni di posti di lavoro e dalla chiusura di migliaia di attività a causa dell'epidemia di coronavirus.

Citi paga la maggiore esposizione al retail

Anche Citigroup è andata oltre le attese, con 17,3 miliardi di ricavi contro i 17,2 miliardi del consensus di Bloomberg (in calo però del 7% annuo) e un eps crollato da 2,07 a 1,40 dollari, comunque contro gli appena 92 centesimi stimati dagli analisti. A differenza di Jp Morgan, Citigroup ha visto contrarre decisamente i profitti anche a causa di accantonamenti in calo ma comunque molto elevati: 2,26 miliardi quelli del terzo trimestre, contro gli oltre 7 miliardi di entrambi i precedenti periodi. Differenza rispetto a Jp Morgan che si spiega con la maggiore esposizione di Citigroup al settore retail. In attesa dei risultati dell'altro big Goldman Sachs, Jp Morgan e Citigroup hanno chiuso martedì al Nyse con perdite dell'1,62% e del 4,80% rispettivamente.

(Raffaele Rovati)