Seduta transitoria per la Borsa americana, praticamente tutti e tre i principali indici statunitensi hanno concluso le contrattazioni poco mossi, dopo i rialzi dei giorni scorsi ora il mercato vuole riflettere.

Come detto ci troviamo di fronte ad un momento cruciale: o si dà l’attacco ai massimi storici … o si torna indietro.

La sensazione è che le trimestrali siano “cose vecchie”, pare proprio che il mercato stia guardando avanti, ed in particolare lo sguardo si rivolge al Dragone, la notizia che si stia “risvegliando” è vera o è una bufala?

Sembra proprio che il mercato si interroghi su questo. L’Europa non è nel suo miglior momento, ma Draghi ha cominciato a sparare col suo bazooka e qualche effetto lo ottiene, magari non quello sperato, ma qualcosa accade.

Le Banche anche oggi sono state protagoniste, era il turno di Bank of America che ha mantenuto le promesse, nulla di più, ma il mercato l’ha comunque premiata, è la moda. Non ha avuto lo stesso occhio di riguardo verso il profit warning di Seagate Technology, il colosso degli hard disk ricorderà a lungo questa seduta.

Come ogni giovedì si attendevano i dati macro con un certo interesse, ed in effetti abbiamo avuto un dato straordinario, le prime richieste di sussidi alla disoccupazione (253.000 unità) sono scese al livello più basso da oltre 40 anni. Come sempre dati di questa rilevanza hanno una doppia lettura, ed oggi gli ottimisti ed i pessimisti si sono equivalsi.

Anche cercando indicazioni dal comparto valutario non si hanno risposte chiare, dopo essersi apprezzato ancora il dollaro è tornato alla fine sui livelli della vigilia, siamo ancora a quota 1,126 contro euro, un livello che penalizza i Paesi che adottano la moneta unica.