Ma JP Morgan e Credit Suisse rassicurano: no panic. Anche perchè loro stessi sono i primi a mantenere overweight i propri portafogli azionari.

I motivi? Semplici. Per JP Morgan sono riassumibili in 3 punti principali

1) L'aumento dei rendimenti obbligazionari statunitensi è guidato da una crescita dell’inflazione che, in realtà, è sintomo economicamente positivo perchè non legata al blocco dei consumi (come sta invece accadendo proprio in Italia dove l’inflazione è in stasi come tutte le spese degli italiani arrivati a consumi degni di un’economia post-bellica).

2) Il sentiment degli investitori si sta stabilizzando. In realtà si tratta di un riposizionamento al ribasso e anche qui si tratta di un sintomo positivo perchè a questo punto equivale a una presa di coscienza sulle reali potenzialità del mercato al di là ella Fed e una consapevolezza delle possibilità di ripresa dell’economia reale. Via, dunque, le artificiose euforie di un mercato cieco che non vedeva la crisi globale, ma solo i soldi facili delle banche centrali.

3) I mercati emergenti sono in selloff, vero, ma non andranno in contro a nessuna crisi di liquidi o di fiducia perchè proprio grazie alla loro “scoperta” da parte del mondo economico i saldi e i debiti (oltre a parte della loro situazione economica) sono migliorate.

Per questi motivi JP Morgan sta portando il rating dei titoli ciclici a neutral dal precedente giudizio underweight evitando al contempo facili entusiasmi ma presto potrebbero arrivare dei cambiamenti sul settore minerario (da tempo vittima di una serie di colpi negativi) che potrebbero chiudere una una posizione ribassista di lunga data . Interessante anche il campo degli energetici con un neutral trasformato in overweight grazie a fattori come il p/e particolarmente favorevoli. Tagliato, invece, il comparto delle telecomunicazioni con un underweight (prima neutral).