La storica stretta di mano c'è stata, a confermare l'entusiasmo della vigilia espresso da entrambe le parti. Non solo, ma a quanto pare sia Kim Jong Un che Donald Trump avrebbero firmato un accordo dettagliato i cui articolari, a detta dello stesso Trump, saranno presto resi noti.

Chi vince

Ma in tutto questo, a parte l'ordine mondiale, chi potrebbe festeggiare? Dalla CNBC ricordano, citando uno studio di Kensho, che le azioni cinesi sono particolarmente pronte a beneficiarne, in particolare l'iShares China large-cap ETF (FXI), salito dello 0,9% nei due giorni precedenti l'incontro e durante i quali trapelavano i primi segnali positivi . FXI segue società come Tencent, Bank of China, PetroChina e Air China, quest'ultima particolarmente esposta dal momento che sta riprendendo i voli tra Pechino e Pyongyang. Si tratta, in effetti, di un canale privilegiato visto che la maggior parte degli scambi della Corea del Nord è con la Cina la quale fornisce a Kim anche petrolio. La testata sottolinea tra i privilegiati anche iShares MSCI South Korea Index Fund ETF (EWY), iShares S&P Europe 350 Index ETF (IEV) e iShares MSCI Emerging Markets Index ETF (EEM) tutti in vantaggio di mezzo punto percentuale.

E se invece andasse storto?

Ma dal momento che il giovane dittatore si è dimostrato alquanto camaleontico, non meno del suo diretto interlocutore (gli ultimi pesanti insulti risalgono a nemmeno un anno fa) qualora la situazione dovesse deteriorare chi, invece, rischierebbe di più? Per antonomasia le azioni europee e quelle dei mercati emergenti sono le prime che dovrebbero registrare i contraccolpi peggiori. IEV ed EEM ad esempio, hanno visto un calo di mezzo punto percentuale esattamente dopo le immediate 48 ore successive ai test missilistici portati avanti da Pyongyang nel recente passato e, parallelamente, alle dichiarazioni più aggressive fatte da Trump contro il regime nordcoreano. Altro esempio, ma in questo caso più facilmente deducibile, è quello delle azioni della Corea del Sud, diretta avversaria e confinante del regime di Kim. Ebbene, sempre lo studio citato dimostra che durante i periodi di tensione le azioni di Seoul sono scese di circa il 3%, mentre l' ETF iShares MSCI Japan (EWJ) è diminuito di un quarto di punto percentuale.