Ieri Krugman, sempre dalle colonne del “New York Times”, ci ha esposto un’altra opinione: «Sul “Times” di sabato si dice di un fenomeno in evidente crescita in Europa, i suicidi provocati dalla crisi economica, le persone che si tolgono la vita perché disoccupate o fallite. È una storia straziante. Ma sono certo di non essere stato il solo, specialmente tra gli economisti, a chiedersi se non fosse parte di una storia più grande, quella dell’apparente determinazione dei leader europei a condurre al suicidio economico il loro continente […] Piuttosto che ammettere di avere sbagliato sembrano intenzionati a guidare le loro economie – e le loro società – oltre il precipizio».

E a me sovviene l’evangelica Parabola dei ciechi, che troviamo in Matteo e in Luca (VI-39): «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt’e due in una buca»? Il dipinto di Bruegel il Vecchio che la illustra, visto nell’Italia d’oggi, fa una certa impressione. E se si citano le parole a riguardo di uno dei più autorevoli studiosi del pittore fiammingo, Fritz Grossmann, vengono addirittura i brividi: «Raffigura la terribile verità dei poveracci».