La Fed conferma la sua politica. La recessione rallenta, ma l’economia sarà ancora debole

La Banca Centrale americana vede qualche segnale di miglioramento, ma non si sbilancia sui tempi della ripresa.

Giunta alla quarta riunione di quest’anno, la Banca Centrale americana non ha riservato sorprese e ha deciso di confermare la politica monetaria che ha scandito questo primo semestre del 2009. Al termine del meeting iniziato ieri, la Federal Reserve, votando all’unanimità, ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse, che restano così fermi nel range compreso tra lo 0,% e lo 0,25%. Questo livello era stato raggiunto prima della fine del 2008, quando il Board aveva deliberato l’ultimo taglio della lunga serie iniziata nel 2007. La decisione odierna non ha sorpreso il mercato che si era preparato anche per questo incontro ad un nulla di fatto, con un’attenzione rivolta ai contenuti del comunicato che ha accompagnato l’annuncio ufficiale sul costo del denaro. Riprendendo alcune indicazioni già presenti nel Beige Book diffuso due settimane fa, la Federal Reserve ha spiegato nello statement di questa sera che la recessione mostra segnali di frenata, secondo quanto suggerito dai dati raccolti dal meeting dello scorso aprile. Negli ultimi mesi si è avuto un generale miglioramento delle condizioni dei mercati finanziari, e la spesa delle famiglie ha mostrato ulteriori segnali di stabilizzazione. La stessa però continua ad essere frenata dalla continua perdita di posti di lavoro, dal calo delle settore immobiliare e dalle difficoltà che ancora si riscontrano nell’accesso al credito. Sul fronte delle aziende si assiste ancora ad una riduzione degli investimenti e del personale impiegato, accompagnata però da alcuni miglioramenti nell’allineamento tra il livello delle scorte e le vendite. Nonostante ciò, l’idea della Fed è che l’attività economica possa mantenersi ancora debole per diverso tempo. I membri del FOMC sono però altresì convinti che le azioni di stabilizzazione ti e degli istituti finanziari, gli stimoli fiscali e monetari e le forze di mercato, contribuiranno ad una graduale ripresa della crescita economica in un contesto di stabilità dei prezzi.