Correggere gli squilibri

Nel suo discorso la numero uno del FMI ha d'altra parte messo in evidenza anche "le troppe pratiche sleali, che devono essere eliminate perché possono lasciare tracce sugli equilibri commerciali tra Paesi".

Un riferimento alla Cina, che l'amministrazione USA accusa di rubare proprietà intellettuali e per la pratica di chiedere alle società straniere che operano nel paese di cedere il loro know-how tecnologico in cambio dell'accesso al mercato domestico. Per Lagarde, serve "una migliore protezione della proprietà intellettuale e una riduzione delle distorsioni di politiche che favoriscono le imprese di Stato", e "ciascun Paese ha la responsabilità di contribuire al sistema commerciale esaminando le sue pratiche commerciali."

Più in generale, il direttore generale del Fondo monetario ha sottolineato comunque che è più importante  "il fatto che le pratiche scorrette hanno un impatto limitato sul deficit commerciale complessivo di un paese con il resto del mondo. Gli squilibri sono spinti dal fatto che un paese spende più del suo reddito. Il modo migliore per affrontare questi squilibri macroeconomici non è imporre dazi ma usare politiche quali gli strumenti di bilancio o le riforme strutturali".

Crescita e riforme 

Un ragionamento che la numero uno del Fmi inserisce all'interno di uno scenario che considera favorevole per l'economia globale, un contesto in cui gli Stati Uniti sono in piena occupazione, le prospettive restano solide anche in Asia ("un bene per tutti, perchè questa regione contribuisce a quasi due terzi della crescita globale") e in generale "le economie avanzate cresceranno sopra il potenziale di crescita media quest'anno e il prossimo".