S&P lancia l’allarme: a rischio il rating di numerose banche italiane

L’agenzia di rating è già intervenuta al ribasso su Unicredit, Bco Popolare, Intesa Sanpaolo e Ubi Banca, mettendo in guardia dalla minaccia di ulteriori downgrade per altri istituti. Le attese degli analisti.

Nelle ultime giornate si è assistito ad una frenata del rally delle banche che a Piazza Affari però continuano a rimanere al centro dell’attenzione. Nei giorni scorsi è stato il Governatore della Banca d’Italia a richiamare l’attenzione sulle banche, spiegando che quelle italiane sono senz’altro tra le meno colpite in Europa, ma questo non le rende immuni dalla crisi. Lo stesso Draghi ha inoltre aggiunto che gli istituti di credito del Belpaese possono resistere a crisi anche peggiori, anche se questo non deve in alcun modo autorizzare ad abbassare la guardia. E a richiamare l’attenzione sulla possibilità di un deterioramento dell’attuale scenario è stata Standard & Poor’s, che in uno studio pubblicato la scorsa settimana ha fatto sapere che sono a rischio i ratings di diverse banche italiane. Gli analisti hanno spiegato che i recenti downgrade e le revisioni delle stime negative sono da ricondurre al peggioramento della qualità dei prestiti e alla ridotta capacità di assorbire le perdite sui crediti.Si prevede che questa tendenza prosegua non solo quest’anno ma anche nel 2010, quando in non performing asset potrebbero raddoppiare rispetto al 5,4% della fine del 2008, mentre le perdite correlate potrebbe superare i 120 punti base, più del doppio del livello registrato a fine 2007. Buona parte delle banche italiane, per la precisione 27 su 49, ha una prospettiva negativa e questo aumenta le probabilità di nuovi downgrade nei prossimi 12-18 mesi, segnalando che si tratta della percentuale negativa più elevata dell’ultimo decennio. Tra le bocciature più recenti si ricordano quelle di Unicredit e di Banco Popolare, ma S&P ha rivisto al ribasso anche l’outlook di Intesa Sanpaolo e di Ubi Banca, mantenendo fermo a “negativo” quello di Banca Monte Paschi da circa un anno e mezzo, per via dello sforzo finanziario cui l’istituto senese ha dovuto far fronte per l’acquisizione di Banca Antonveneta.