La manovra da 40 miliardi per il 2021 inizia a prendere fisionomia nei dettagli. Oltre ai numeri, che il Ministro Gualtieri ha presentato il 17 ottobre, ci sono ora anche altri elementi in più che permettono di capire in che direzione sta andando il Governo sui temi di lavoro, famiglia, fisco, ripartenza economica.

La manovra è tutta in chiave anti-Covid-19. Interviene con 6 miliardi sulla scuola, 4 miliardi sulla sanità, 4 miliardi per il sostegno ai settori in crisi e 5 miliardi per la proroga della Cig. Ancora una volta un intervento che porterà ad un aumento del debito pubblico. E la domanda che molti italiani si pongono è: sarà sostenibile nel medio-lungo termine?

Una manovra

molto importante e ambiziosa, varata in un momento che vede il nostro Paese ancora sospeso tra le difficoltà causate dalla pandemia e le prospettive concrete di una ripresa economica e sociale forte, per la quale siamo tutti impegnati ha detto il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri su Facebook. Una legge di bilancio che ammonta a oltre 39 miliardi di euro: circa 24 stanziati direttamente in bilancio a cui si aggiungono oltre 15 miliardi dal programma Next Generation EU. L’obiettivo principale è dare un deciso impulso alla ripresa dell'economia, sostenendo gli investimenti, l’istruzione, il welfare e proseguendo la riduzione delle tasse sul lavoro e sull'impresa.

Ma vediamo le singole voci della Manovra.

Lavoro: stop ai licenziamenti

Fino al mese di novembre, per l'effetto combinato della CIG-Covid e del suo utilizzo, le imprese non possono licenziare fino al 31 dicembre 2020. La condizione è l'aver utilizzato e dunque beneficiato dei sussidi statali messi in campo con i vari decreti, tra cui quello di Agosto che di fatto ha prorogato di altre 9 settimane la cassa integrazione per Covid-19. Se l'azienda beneficia delle settimane di cassa integrazione, allora non potrà licenziare. Questo vincolo però sta per scadere. Infatti la CIG Covid-19 che era stata prorogata ad agosto per altre 9 settimane, scade il 31 ottobre.

L'estensione della cassa integrazione fino a fine anno, consentirebbe di bloccare i licenziamenti, sempre che l'azienda faccia richiesta del sussidio. 

Prima della definitiva versione della legge di bilancio avvenuta tra la notte del 17 e 18 ottobre, i maggiori sindicati, riuniniti con i Ministri dell'Economia Roberto Gualtieri e del Lavoro, Nunzia Catalfo avevano chiesto a gran voce di estendere il blocco dei licenziamenti fino alla fine della crisi. Sul fronte opposto, però, ci sono le imprese, con Confindustria che sostiene che i propri associati sono disposti a pagarsi la cassa integrazione, pur di non dover sottostare al blocco dei licenziamenti che, oltretutto, impedisce le ristrutturazioni aziendali e ostacola il turnover. Il governo, consapevole che un’ulteriore proroga potrebbe aprire la strada a ricorsi per incostituzionalità del blocco, che può avere una giustificazione solo se ha una durata temporaneamente circoscritta, lavora ad una uscita graduale per arginare i contraccolpi sull’occupazione.

Così la manovra licenziata nella notte tra sabato e domenica (18 ottobre) permette di estendere la cassa integrazione per Covid-19 fino a fine anno, ed una seconda proroga fino al 31 marzo 2021. Il principio per cui se si gode della CIG Covid-19 non si può licenziare è stato confermato. Tra i correttivi, per assicurare un’uscita graduale, il governo ha proposto ai sindacati di valutare opzioni come la conferma del blocco solo per i licenziamenti collettivi, oppure la possibilità di ricorrere ai licenziamenti individuali per ragioni economiche in presenza di politiche attive o di servizi di outplacement. Domani 21 ottobre c’è il nuovo round tra governo e sindacati.

CIG Covid-19: prorogata

Sul fronte dei sussidi alle imprese, la manovra ha stanziato fondi per poter coprire la cassa integrazione legata all'emergenza da coronavirus fino al 31 marzo 2021. Si tratta di 5 miliardi (compresi i fondi residui) che lo Stato mette a disposizione delle aziende in difficoltà e che possono attivare ancora una volta la cassa integrazione per altre 18 settimane. Il decreto che dovrebbe essere emanato nelle prossime ore dovrebbe permettere l'estensione della Cassa integrazione fino a fine anno. Invece con l'iter di approvazione della legge di bilancio si dovrebbero consentire le ulteriori 9 settimane tra gennaio e marzo 2021. La Cig Covid, secondo il meccanismo introdotto con il Dl 104 del 2020, resterà gratuita per le aziende che nel confronto tra i due periodi hanno perso almeno il 20% di fatturato (l’orientamento è quello di confermare questa soglia); chi avrà perso meno dovrà contribuire per il 9%, chi non ha perso nulla per il 18%. la Legge di Bilancio, prevede altre 18 settimane di Cig Covid, da utilizzare nel 2021. Queste settimane aggiuntive potranno essere richieste anche dalle imprese che finora non hanno usufruito degli ammortizzatori di emergenza, e seguiranno l’attuale meccanismo, che prevede la gratuità dello strumento per le imprese che abbiano registrato perdite oltre il 20 per cento.

La ministra del lavoro, Nunzia Catalfo, a questo proposito aveva ribadito:

nella prossima Legge di Bilancio ci saranno sicuramente la proroga della cassa integrazione che interverrà anche in modo retroattivo per le aziende che hanno finito o finiranno la cassa integrazione prima dal 16 novembre in poi e troveremo il modo per colmare questo gap fino al 31 dicembre, quindi finanzieremo la cassa integrazione fino a quella data più ulteriori settimane per i mesi del 2021.

Decreto Agosto: novità Cig

Il Decreto Agosto trasformato in legge il 14 ottobre, aveva introdotto importanti novità sui meccanismi della cassa integrazione guadagni ordinaria, quella in deroga, per gli sportivi e Cassa integrazione speciale per gli operai e impiegati a tempo indeterminato dipendenti da imprese agricole (CISOA) richiesti per motivi riconducibili all’emergenza epidemiologica “COVID-19”.

Le aziende che avevano già chiesto la cassa integrazione tra marzo e luglio (fino al 12 luglio per l'esattezza) potevano richiedere altre 9 settimane nel periodo 13 luglio e 31 dicembre prorogabili di altrettante qualora il precedente periodo sia stato interamente autorizzato. Nel complesso, il ricorso alla cassa integrazione non potrà eccedere le diciotto settimane fino a fine anno, senza conteggiare quelle già fruite fino al 12 luglio, soggette alla disciplina del Decreto “Cura Italia” (D.l. n. 18/2020 convertito in Legge n. 27/2020).

Se ad esempio un'azienda ha richiesto ed ottenuto gli ammortizzatori sociali per 5 settimane, ed una di queste ricade dopo il 12 luglio, nel caso in cui la stessa azienda voglia richiedere altre 9 settimane, dovrà togliere dal numero di queste settimane quelle già usufruite dopo il 12 luglio. 

Cassa integrazione Covid-19: il pagamento

Non dovrebbe cambiare nulla in termini di modalità di pagamento. Le procedure in essere ad oggi dovrebbero essere confermate. Pertanto il pagamento potrà essere pagato dal datore di lavoro, che anticipa in busta paga la somma del trattamento che sono a carico dell'Inps. L'azienda recupera questa somma che dovrà versare successivamente all'Inps come contributi. Oppure il lavoratore riceverà direttamente dall'Inps la somma spettante. Tocca però all'azienda farne richciesta senza presentare alcuna motivazione o documento a sostegno della mancata anticipazione in busta paga.

Il decreto Rilancio ha introdotto la possibilità che l’INPS anticipi ai lavoratori destinatari di trattamenti di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO), Cassa Integrazione Guadagni in Deroga (CIGD) e assegno ordinario, a pagamento diretto, una somma pari al 40% delle ore autorizzate per l’intero periodo, entro 15 giorni dalla presentazione della domanda.

Successivamente, nel rispetto dei termini ordinari, l’azienda dovrà inviare i modelli “SR41” per il pagamento a saldo delle provvidenze di Cassa integrazione.

Come comunicato con circolare INPS n. 115 del 30 settembre 2020 i termini di presentazione delle domande di Cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO), Cassa integrazione guadagni in deroga (CIGD), Assegno ordinario a carico del FIS e CISOA in scadenza il 30 settembre, sono stati prorogati al 31 ottobre 2020.

Lavoro: le altre misure

Sempre con l'intento di non lasciare soli i lavoratori e neanche le aziende, nella legge di bilancio da 40 miliardi per il 2021, sono pervisti anche altre misure a sostegno del mondo del lavoro: la conferma del taglio del cuneo fiscale per redditi oltre i 28.000 euro e fino a 40.000 euro, lo sgravio fiscale per chi investe nel Sud. 

Rilancio del sud: per chi investe vantaggi fiscali

Viene portata a regime la fiscalità di vantaggio per il Sud con uno stanziamento di 13,4 miliardi nel triennio 2021-2023. Arriva anche la proroga per il 2021 del credito di imposta per gli investimenti nelle Regioni del Meridione.

Bonus fiscale: confermato per i redditi oltre 28.000

Il decreto-legge 5 febbraio 2020, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2020, n. 21, prevede, a partire dal 1° luglio 2020, due distinte agevolazioni fiscali in favore dei percettori di redditi di lavoro dipendente. Una di queste era relativa ai lavoratori con reddito oltre i 28.000 euro annui e fino a 40.000 euro. L'agevolazione prevedeva una detrazione dall'imposta lorda di carattere temporaneo, dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2020, pari a 600 euro in corrispondenza di un reddito complessivo annuo superiore a 28.000 euro che decresce linearmente fino ad azzerarsi al raggiungimento di un livello di reddito complessivo pari a 40.000 euro annui.

Con la legge di bilancio, sono stati stanziati circa 1,8 miliardi di euro aggiuntivi, per portare a regime il taglio del cuneo per i redditi sopra i 28mila euro. Si tratta dei 100 euro mensili in busta paga, o bonus fiscale, che è andato a sostituire il bonus Renzi, e che anche per i redditi compresi tra 28.000 e 40.000 euro diventa strutturale a partire dal 2021, con un meccanismo a decrescere all'avvicinarsi al reddito di 40.000 euro.