Con i decreti del Governo italiano, contro il coronavirus, e con lo stop di molte attività produttive non essenziali, attualmente ci sono a casa tanti lavoratori in nero in difficoltà. E questo perché, con un'occupazione irregolare, non c'è alcuna possibilità di accedere agli aiuti ai lavoratori, varati dall'Esecutivo guidato dal Premier Giuseppe Conte, a partire dalla cassa integrazione in deroga. 

Lavoro in nero senza la paga, cosa fare ai tempi del coronavirus?

Inoltre, chi ha lavorato in nero rischia pure di non ricevere la paga, e quindi in questi casi la situazione familiare, a livello economico, rischia di farsi drammatica. Come recuperare allora, in caso di lavoro in nero non pagato, tutti i soldi spettanti e pattuiti? A fornirci una risposta in merito è stato il sito laleggepertutti.it nel precisare, innanzitutto, come al riguardo la strada maestra per recuperare tutti i soldi spettanti sia quella di intentare una  causa ordinaria contro il proprio datore di lavoro.

La causa al datore di lavoro, cosa serve al lavoratore in nero per vincerla

Pur tuttavia, prima di imbarcarsi nella causa, la cui durata potrebbe essere molto lunga, è bene che il lavoratore sappia, inoltre, che spetta a lui l'onere della prova. Quindi, per recuperare i soldi spettanti di un'occupazione irregolare il lavoratore in nero deve essere in possesso di elementi e di prove tali da andare a dimostrare non solo le mansioni svolte, ma pure la sede di lavoro, l'orario osservato e l'esistenza di un rapporto subordinato attraverso il rispetto di direttive da parte di un superiore gerarchico.

Vincendo la causa il lavoratore avrà diritto, come per un contratto regolare, non solo a percepire gli stipendi arretrati, ma anche al Trattamento di fine rapporto (Tfr), alle ferie ed al pagamento dei contributi Inps.