Il Governo italiano è al lavoro per stanziare risorse tali da proteggere lavoratori ed attività produttive ferme o comunque affossate a livello economico e finanziario dall'emergenza coronavirus. Molte famiglie con lavoratori precari senza tutele, tra l'altro, sono già in difficoltà e di certo non possono essere una soluzione i bonus una tantum in quanto trattasi di soldi che finiscono presto

Se lavori in nero non ti puoi spostare: rischi l'arresto fino a tre mesi, ecco perché

Di conseguenza molti in questo momento possono essere tentati dall'arrotondare con un secondo lavoro in nero ai tempi del coronavirus, ma al riguardo può finire male in quanto in questo caso gli spostamenti per andare a lavorare, con il decreto 'Io resto a casa' attualmente in vigore contro il coronavirus, non possono essere giustificati e dichiarati tramite autocertificazione. Il che significa che chi attualmente vuole andare a lavorare in nero spostandosi rischia di essere fermato, controllato e multato. E per chi viola le disposizioni può pure scattare l'arresto fino a tre mesi.

Lavoro in nero, le conseguenze di carattere fiscale e penale

Non denunciare un rapporto di lavoro, riporta il sito laleggepertutti.it, significa infatti rischiare conseguenze non solo di carattere fiscale, in quanto vengono evase le tasse ed i contributi Inps, ma pure di carattere penale per il lavoratore e per l'impresa. Basti pensare, per esempio, agli anni di reclusione che rischia chi prende il reddito di cittadinanza ma percepisce compensi o stipendi in nero.

Chi lavora in nero rischia il reato di truffa ai danni dell'Inps, ecco quando

Chi lavora in nero, tra l'altro, può rischiare di essere accusato di truffa ai danni dell’Inps, o comunque di indebita percezione di contributi, se percepisce stipendi o compensi non dichiarati e, nello stesso tempo, è beneficiario della Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego (Naspi) che è l'indennità mensile di disoccupazione.