La libertà di informazione

La prossima settimana potrebbe rivelarsi davvero decisiva per il futuro del nostro Paese, inutile che vi trasmetta la mia preoccupazione per i disastri che potranno combinare i nostri governanti, ed allora in attesa del diluvio, questo week end torno a parlarvi di un argomento che può sembrare meno importante, ma assolutamente non lo è.

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La prossima settimana potrebbe rivelarsi davvero decisiva per il futuro del nostro Paese, inutile che vi trasmetta la mia preoccupazione per i disastri che potranno combinare i nostri governanti, ed allora in attesa del diluvio, questo week end torno a parlarvi di un argomento che può sembrare meno importante, ma assolutamente non lo è.

Non lo è perché il tema della libertà di informazione è senza dubbio un tema cruciale, sappiamo che mai come in questo periodo la nostra democrazia è stata in pericolo.

Il fatto che il nostro Governo sia arrivato non solo a pensare, ma addirittura ad istituire un gruppo che si chiamerà “Unità di monitoraggio per il contrasto della diffusione di fake news relative al Covid-19 sul web e sui social network” è totalmente demenziale.

Fake news

Un gruppo istituito dal Sottosegretario con delega all’editoria Andrea Martella, capite? Uno del PD istituisce un gruppo che deve scovare le fake news??? Certo sembra una barzelletta, ma invece è vero.

Sul Covid 19 mi limito a dire una cosa, quando tempo fa qualcuno si è azzardato ad avanzare l’ipotesi, avanzare l’ipotesi badate bene, non affermare! che quel virus non era stato originato al mercato del pesce, bensì poteva esser “sfuggito” dai laboratori di Wuhan, dicevo quando qualcuno, tempo fa, si è azzardato ad avanzare questa ipotesi, quando gli è andata bene … è stato sbeffeggiato e naturalmente è stato immediatamente bollato come complottista, anzi come cospirazionista.

E se in quel momento il nostro Governo avesse già istituito quel gruppo capitanato da Andrea Martella, forse una persona del genere poteva passare anche dei guai.

Oggi di quella tesi se ne parla anche nei telegiornali nazionali.

Attenzione, quindi che queste cose, i gruppi che si arrogano il diritto di conoscere la verità,  sono di una pericolosità immensa, se siamo già arrivati a questi livelli con il gruppo anti fake news, significa che siamo già all’allarme democrazia, anzi all’allarme libertà costituzionali, ricordiamo sempre l’art. 21 “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

Ma andiamo avanti perché non è di questo gruppo che volevo parlarvi, bensì dei siti che si auto attribuiscono la patente  di tenutari della verità.

Ovviamente, l’ho già detto in un video di qualche giorno fa, che un sito che si autodefinisce scopritore di bufale è per definizione un raccontatore di bufale, chiunque abbia un cervello minimamente funzionante naturalmente capisce questo concetto.

E’ evidente infatti che chi si arroga il diritto di raccontare la verità, al massimo può raccontare la SUA verità, che è quindi una verità parziale.

Non entro in discorsi filosofici, anche perché non ne ho le competenze necessarie, mi limito però a dire che queste persone sono talmente ignoranti che non conoscono neppure la differenza fra “il vero” e “la verità”, figuriamoci se conoscono concetti così profondi, ma ripeto, lasciamo perdere.

Ebbene la volta scorsa mi ero imbattuto in bufale.net, oggi invece mi sono imbattuto in Agi.it fact-checking. Ricordo fra le righe che Agi sta per Agenzia giornalistica italiana una agenzia il cui intero capitale è di proprietà dell’ENI, quindi già questo vi dice la assoluta imparzialità. Cose veramente da ridere.

Naturalmente perché siamo in Italia e per capirci tutti parliamo la lingua italiana quella sezione viene denominata fact-checking ed anche questo è proprio emblematico, la verifica dei fatti, così il 98% della popolazione non capisce di cosa si tratta. Continua ad essere una cosa da ridere. 

Comunque mi sono imbattuto nel fact-checking dal titolo:

Davvero l'Italia ha versato 63 miliardi in 5 anni nel fondo Salva-Stati?

Sottotitolo

Lo ha dichiarato Matteo Salvini  domenica scorsa a In mezz'ora su Raitre. Abbiamo verificato questo calcolo

Naturalmente è una cosa che si riferisce ad anni fa.

L’articolo inizia così: Ospite di Lucia Annunziata su “In mezz’ora in più” lo scorso 17 dicembre, il segretario della Lega Nord Matteo Salvini ha affermato (min 35.10): “Ricordo a chi ci guarda che negli ultimi 5 anni gli ultimi governi hanno preso 63 miliardi di euro degli italiani e li hanno portati in Europa per salvare le banche degli altri col fondo salva-Stati”.

E subito la Agi si premura di dare la sentenza:

Si tratta di un’affermazione sbagliata sotto diversi punti di vista.

Ed ora vediamo il perché. Inizia facendo un excursus su cosa sia il MES, e subito si capisce che è un articolo di alcuni anni fa perché Agi scrive correttamente che: Il Meccanismo europeo di stabilizzazione (MES), comunemente noto come “fondo salva-Stati”, è stato istituito a ottobre 2012 come versione permanente del precedente meccanismo di stabilizzazione, il Fondo europeo di stabilità finanziaria (ESFS), che era temporaneo ed era stato creato a giugno 2010.

La verità sul Mes

Dico che si vede che è un articolo scritto qualche anno fa perché viene riportata correttamente la data di istituzione del MES, ossia ottobre 2012, oggi invece sui nostri giornali c’è scritto che il Mes è stato fatto nel 2011.

L’articolo prosegue spiegando i compiti del Mes, viene ribadito poi, come già detto all’inizio dell’articolo che il MES ingloba di fatto il precedente fondo, cioè va a sostituire il  precedente meccanismo di stabilizzazione, il Fondo europeo di stabilità finanziaria (ESFS), che non può concedere nuovi prestiti ma ancora sopravvive per gestire quelli già erogati.

Delle operazioni erogate negli anni, è rimasto in essere solo un prestito a favore della Grecia per un ammontare di 86 miliardi

L’articolo prosegue dicendo che la potenza di fuoco è di circa 700 miliardi e, dato che il peso dell’Italia all’interno dell’eurozona è pari a circa il 18% (17,79 per la precisione), l’Italia era tenuta a partecipare versando la cifra di 125,4 miliardi di euro.

Precisa poi correttamente che gli Stati, per il momento, erano stati chiamati a versare solo una parte del capitale e l’Italia aveva versato la sua parte pari a 14 miliardi e 331 milioni e questo dato lo traeva dall’ultimo Bollettino di Banca d’Italia.

Concludeva così con un lapidario: Non è chiaro dunque da dove Salvini ottenga la cifra di 63 miliardi.  

In effetti la differenza fra 14 miliardi e 300 milioni e 63 miliardi è davvero sensibile. Ma attenzione adesso. Perché ora arriva il bello, da ridere, o meglio, da piangere. Proseguiamo nella lettura dell’articolo, riporto fedelmente:

Anche sommando ai miliardi versati al Fondo Salva Stati – di cui parla il segretario del Carroccio –  quelli dati in forma di prestiti bilaterali o di prestiti tramite il EFSF ad altri Stati europei.

I dubbi

Ma come “anche sommando”??? Certo che li devi sommare, se il MES è andato a sostituire il fondo precedente l’ EFSF e quindi ha incorporato gli importi che erano stati versati in quel fondo è chiaro che si deve sommare quanto era stato versato precedentemente nell’ESFS e gli ulteriori 14,3 miliardi versati nel nuovo MES.

E allora il giornalista fa questo sforzo  

Anche sommando ai miliardi versati al Fondo Salva Stati – di cui parla il segretario del Carroccio –  quelli dati in forma di prestiti bilaterali o di prestiti tramite il EFSF ad altri Stati europei (la cifra si trova sempre nel bollettino di Banca d’Italia) si arriva a un totale di 58,232 miliardi. Una cifra simile ma comunque diversa da quella menzionata da Salvini.

Eh madonna, ma cambia tutto, un conto è se Salvini avesse detto che erano stati versati 63 miliardi ed invece ne erano stati versati solo 14, un altro è dire che sono stati versati 63 miliardi mentre nella realtà ne sono stati versati 58 miliardi e 232 milioni.

Certo!!! A comunque sbagliato … ma mica di tanto!!!

Ed arriviamo alla conclusione perché è una perla. Attenzione riporto fedelmente:

Conclusioni

Salvini fa un’affermazione scorretta sotto diversi aspetti. In primo luogo la cifra di 63 miliardi non trova riscontro. Quelli effettivamente versati sono 14,331

Ma no!!! Lo hai appena detto tu qualche riga sopra che quelli effettivamente versati sono 58 miliardi e 232 milioni, a raccontare frottole sei più tu cara Agi. E poi aggiunge:

non provengono dal prelievo fiscale ma da un aumento consentito del debito pubblico 

E cosa cambia??? Son sempre soldi dei contribuenti italiani!!!

E per concludere la perla:

Inoltre si tratta di prestiti destinati ad essere rimborsati

Ma ci mancasse!!! Non basta i soldi che diamo in più all’Europa essendo contributori netti, ossia versando all’Unione europea molto di più di quanto l’Unione europea ci restituisce, cosa dovremmo fare anche regalare i soldi agli altri Stati per mettere a posto i loro conti??? E non poteva concludere che con l’ennesima sciocchezza.

Infine è sbagliato sostenere che tali miliardi siano stati usati “per salvare le banche degli altri”. Sono stati infatti utilizzati per evitare il default di intere economie.

Anche questo non è vero, innanzitutto perché i soldi che ha avuto la Spagna sono serviti a ristrutturare il proprio sistema bancario, e poi sappiamo tutti che i soldi andati alla Grecia sono serviti principalmente per rimborsare i titoli in mano alle Banche tedesche e francesi che se non fossero tornate in possesso di quegli importi sarebbero state sull’orlo del fallimento.

Insomma traiamo noi le conclusioni. Se questi sono quelli che ristabiliscono il fact-checking, ossia la verifica dei fatti … Dio ce ne scampi.

Ma il problema è che purtroppo in Italia c’è anche qualche idiota che ci crede, certo bisogna essere incapaci di intendere e di volere per non capire, questo è vero, ma Agi sa che esistono queste persone e fa presa proprio su questi individui indifesi.