Non sono pochi i lavoratori che, ai tempi del coronavirus, e del blocco delle attività produttive, sono preoccupati per il loro futuro. Pur tuttavia, con il recente Decreto Cura Italia, il Governo da un lato ha istituito la cassa integrazione per tutte le imprese, anche per quelle con un solo dipendente, e dall'altro ha introdotto importanti limiti e restrizioni, a carico dei datori di lavoro, in materia di licenziamenti in accordo con quanto è stato riportato dal sito notizieora.it.

Licenziamento lavoratori per coronavirus è bloccato, ecco perché col Cura Italia

Nel dettaglio, proprio a seguito dell'emergenza coronavirus, e per un periodo che è pari a 60 giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto Cura Italia, ai datori di lavoro è imposto non solo il divieto di apertura di procedure di licenziamento collettivo, ma pure il divieto di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. In altre parole, in questo periodo le imprese non possono mandare i lavoratori a casa citando la crisi, la chiusura delle attività oppure dei cali di fatturato.

Cosa possono fare le imprese per gestire l'attuale fase emergenziale?

Quindi, salvo proroghe, attualmente in Italia tutti i lavoratori dipendenti in regola sono protetti dal rischio di licenziamento, mentre le imprese possono gestire l'attuale situazione emergenziale presentando domanda di accesso alla cassa integrazione per nove settimane.

Pagamento della cassa integrazione ed il bonus 600 euro agli autonomi, le ultime news

La cassa integrazione ai lavoratori dovrebbe essere pagata entro 30 giorni. Questo è quanto, tra l'altro, ha dichiarato il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri in audizione al Senato. Inoltre, il bonus 600 euro sarà riconosciuto a tutti gli autonomi senza alcun click day.