I listini continuano a mostrare scarsa direzionalità

L’idea principale rimane quella che il mercato non abbia gradi spazi per salire e superare i livelli fondamentali raggiunti. Di F.Ramigni

Permane l’incertezza sui listini azionari ormai privi di direzionalità da ormai sette settimane. Anche l’ultima ottava sembrava preannunciare l’inizio di una correzione lungamente attesa ma ancora una volta i mercati hanno reagito dimostrando una notevolissima tenuta. La situazione continua a presentarsi confusa ma non potrebbe essere altrimenti. Infatti da un lato il superamento dei massimi di inizio 2009 parte alta della fase laterale in atto, darebbe il via ad un nuovo impulso rialzista di circa 10 punti percentuali che però non sembra essere confermato da notizie di miglioramento dell’economia che ne giustifichino la realizzazione. Dall’altra parte iniziano ad esserci sentori che il peggio sia alle spalle, la volatilità è decisamente calata e i titoli azionari presentano tuttora delle valutazioni appetibili nonostante il forte rally iniziato a marzo. L’idea principale rimane quella che il mercato non abbia gradi spazi per salire e superare i livelli fondamentali raggiunti ed una volta terminata la rotazione settoriale che ne sta consentendo la tenuta, i principali listini siano pronti per uno storno che potrebbe anche essere profondo. La tenuta dei minimi visti a marzo sembra non essere in discussione ma esiste la possibilità concreta di assistere ad un ampio trading range compreso tra i minimi e massimi di quest’anno che potrebbe protrarsi anche fino alla prossima primavera. I prossimi dati sulle trimestrali delle principali aziende americane forniranno sicuramente un quadro più chiaro della situazione aiutando i mercati a prendere una direzionalità più marcata.Venendo ai livelli tecnici il rialzo dei principali listini continua ad infrangersi sui livelli chiave (5100 Dax, 8600 Dow Jones, 940 S&P500 che se violati darebbero via ad un ulteriore rally verso 5500 di Dax 9500 Dow Jones e 1000 S&P500, a cui si aggiunge la forte resistenza a 1900 per il Nasdaq) mentre la discesa vista nelle ultime seduta si è arrestata sul supporto dinamico rappresentato dalla media mobile a 200 giorni. I supporti chiave rimangono abbastanza lontani per gli indici americani 875 per S&P500 e 8200 per il Dow Jones mentre per il Dax si colloca più vicino a 4650/4700 a conferma di prospettive più cupe per l’economia europea. La perdita di questi livelli sarà quindi il segnale chiaro di una debolezza che proietterà i corsi sui rispettivi livelli di ritracciamento del rialzo degli ultimi 4 mesi calcolati grazie ai ritracciamenti del 50% e 61,8%. di Fibonacci. Troviamo pertanto il Dax diretto verso 4300 e area 4000, supporto fondamentale, il Dow Jones verso 7530 e 7280 e l’S&P500 verso 800 e quindi 760 mentre il supporto fondamentale si colloca a 740.