La Brexit non è un percorso semplice, su questo in pochi hanno dei dubbi, ma oltre agli ostacoli già noti, adesso, si stanno aggiungendo anche altri fattori destabilizzanti.

Il punto della situazione

La situazione tra Ue e Londra non è delle più semplici e adesso è proprio la capitale britannica che passa al contrattacco rispondendo alla richiesta (per ora più un sospetto della stampa che non una versione ufficiale) di un conto da 100 miliardi di euro che l'Inghilterra sarebbe costretta a pagare per il divorzio. Il saldo sarebbe stato influenzato direttamente da alcuni paesi membri dell'Unione, tra cui Francia e Germania, che avrebbero intenzione di potenziare i finanziamenti in campo agricolo e allentare cosìi costi amministrativi comunitari per il prossimo biennio. Non solo, ma Londra, dicendo addio all'Unione, abbandonerebbe (in teoria) anche i numerosi impegni presi, i progetti e i finanziamenti già anticipati visto che coprono un arco di tempo che parte dal 2014 e arriva al 2020, e riguardano non solo la finanza ma anche la protezione di comunità e ambiente.

Ma a prescindere dalla guerra delle cifre e delle parole, dal momento che la notizia nasce come scoop del Financial Times, resta la tensione mai del tutto stemperata tra le due sponde della Manica. Il premier britannico Theresa May ha già parlato di un atteggiamento da parte dell'Ue, finalizzato ad influenzare le elezioni anticipate che si terranno l'8 giugno.In realtà la cifrà più “ufficiale” tra le tante circolate in queste settimane, si aggira sui 60 miliardi di euro confermati dal presidente della Commissione Euopea Jean Claude Juncker.