Cuneo fiscale, ma soprattutto Iva e formule di disinnesco delle clausole di salvaguardia da trovare senza sforare i target sul deficit. Nel giorno del Consiglio dei Ministri dedicato al Def, il Documento di economia e finanza che fisserà i numeri alla base della prossima Legge di bilancio (la riunione del cdm si svolgerà nel pomeriggio), il cantiere della prima manovra del governo Conte Bis a maggioranza Pd-5S è tutt'altro chiuso. 

Manovra, DEF al fotofinish. Asse Renzi-Di Maio su aumenti IVA

Da quanto si apprende questa mattina non è infatti arrivata alcuna fumata bianca dal vertice notturno tenutosi a Palazzo Chigi tra i rappresentanti delle delegazioni dei due partiti, che alla presenza del Premier Giuseppe Conte e del ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, hanno tentato di sciogliere i nodi più spinosi della trattativa. Il primo dei quali è appunto quello su come trovare risorse per sterilizzare i 23 miliardi di aumenti dell'Imposta sul valore aggiunto nel 2020, riuscendo però al tempo stesso a non far salire il deficit oltre il 2,2% del Pil.

Iva, asse Renzi di Maio contro gli aumenti

Su questo, dopo il muro opposto durante la riunione governativa da Luigi Di Maio a qualsiasi ipotesi di ritocchi dell'imposta, un secco no è arrivato anche dalla nuova formazione di Matteo Renzi, Italia Viva. 

"Abbiamo fatto un governo per mandare a casa Salvini e per non aumentare l'Iva. Da noi zero polemiche su ministeri, sottosegretari, sul passato. Ma aumentare Iva è schiaffo ai consumatori, specie ai più poveri. E porta alla recessione. Ecco perché Italia Viva è contro l'aumento dell'Iva", ha scritto questa mattina l'ex premier su Twitter, mentre arrivano anche dalle associazioni di categoria dure reazioni alle ipotesi ventilate nei giorni scorsi che si possa percorrere la via degli aumenti selettivi.