Non era mai successo in 94 anni di storia da società quotata ma a causa della crisi del Covid-19 Marks & Spencer (M&S) è stata costretta a iscrivere a bilancio un rosso semestrale. Nei primi sei mesi dell'esercizio 2021 (allo scorso 26 settembre), il retailer britannico ha infatti registrato una perdita prima delle tasse di 87,6 milioni di sterline (97,1 milioni di euro), contro utili per 158,8 milioni (176,1 milioni di euro) del pari periodo dell'anno fiscale 2020. Su base rettificata, però, il rosso si è attestato a 17,4 milioni di sterline (19,3 milioni di euro), ampiamente sopra ai 78 milioni (86,8 milioni di euro del consensus di CapitalIq), citato dal Financial Times. In ogni caso il semestre è stato in declino a causa dell'evidente impatto dell'epidemia di coronavirus che ha causato una contrazione dei ricavi da 4,86 a 4,09 miliardi di sterline (da 5,39 a 4,53 miliardi di euro).

Dalla Brexit impatto sul business con o senza accordo con la Ue

Marks & Spencer, però, lancia l'allarme su un altro impatto in arrivo, quello della Brexit. L'uscita di Londra dalla Ue potrebbe infatti pesare sul business di M&S, soprattutto in Francia e Irlanda. Il gruppo londinese ha spiegato che sosterrà maggiori costi amministrativi, anche nel caso di un accordo con Bruxelles, che ora sembra più probabile. Se saltassero i negoziati, invece, il rischio sarebbero dazi significativi sui prodotti alimentari. "Ci sarebbe anche una potenziale ulteriore riduzione della redditività delle nostre attività internazionali", ha sottolineato M&S. "In particolare, ciò potrebbe avere un impatto sostanziale sul nostro business in Irlanda e in Repubblica Ceca e sulle nostre attività di franchising alimentare in Francia".

Marks & Spencer si è preparata per il Digital Christmas

Tornando al tema coronavirus, invece, Marks & Spencer non si è fatta trovare impreparata. E, soprattutto per quanto riguarda l'alimentare, è riuscita a sfruttare al meglio il maggiore tempo passato a casa (e davanti alla tv, quando non direttamente ai fornelli) dai consumatori. Mentre anche la Gran Bretagna entra in un nuovo lockdown e all'orizzonte già si vede l'albero di Natale, il gruppo britannico si prepara alla nuova realtà del commercio globale. Per il chief executive Steve Rowe, M&S è del tutto preparata per un "digital Christmas" e ha aumentato la sua capacità di gestire gli ordini online. Il business dovrebbe essere in grado di gestire anche lo stop di quattro settimane deciso per i negozi non essenziali. "In linea di massima i nostri negozi rimarranno tutti aperti", ha notato Rowe, visto che i punti vendita della catena, pur offrendo anche prodotti "non essenziali" come casalinghi e abbigliamento, hanno anche un'offerta nell'alimentare.

(Raffaele Rovati)