Ne servirebbero, come minimo, 10 milioni al giorno. Ne sono arrivate tre milioni. Tutte esaurite. Le mascherine fissate a 50 centesimi sono finite. O lo saranno, nel giro di ventiquattr’ore. Non c’è più traccia di mascherine a Roma. A Milano e Torino ancora devono ancora arrivare e se non arrivano nelle grandi città, difficile immaginare vi sia piena disponibilità nei centri meno popolati del paese, che sia Nord o Sud non importa.

E allora ecco un nuovo allarme, l’ennesimo, che proviene direttamente dalle farmacie: “Siamo disponibili alla vendita di mascherine, ma al momento le grandi quantità promesse non sono ancora arrivate” è la spiegazione di Marco Cossolo, presidente di Federfarma. L'alternativa? Mascherine chirurgiche a prezzi molto più alti.

Mascherine introvabili. Federfarma: "Siamo in un cortocircuito"

Subissati di domande, gli esercenti hanno potuto disporre finora soltanto delle mascherine fornite dalla Protezione Civile. Come detto, in tutto tre milioni. Ma, fa notare l'’Associazione Nazionale dei Distributori di farmaci, esse finiranno in meno di 24 ore. Tradotto: domani saremo di nuovo punto e daccapo. Con gli avvisi scritti in pennarello della mancanza di mascherine all’interno delle farmacie sempre più frequenti. Anche a causa dei soliti intoppi burocratici che, a quanto pare, avrebbero causato il blocco di milioni di presidi chirurgici, sequestrati durante i controlli.

“Un cortocircuito” secondo Federfarma, un grosso problema per gli italiani che devono quantomeno provare a riprendersi una normalità che tuttavia è ancora troppo lontana. Perché per farlo c’è bisogno delle mascherine chirurgiche. E l’assenza di questi dispositivi rende tutto più difficile, oltre a rallentare il processo della fase 2, momento chiave per la ripresa delle attività e del lavoro in Italia dopo oltre un mese di lockdown. 

Mascherine, il fabbisogno in Italia è di 40 milioni al giorno

Quella delle mascherine è una querelle che va avanti ormai da troppo tempo, praticamente da quando è iniziato il lockdown, se non prima: all’incirca due mesi.

Dovevano essere già in vendita dal 4 maggio le mascherine a 50 centesimi, come indicato dal governo e dall’ultimo Dpcm. Ma la tranches giunte il 9 maggio scorso sono ormai giunte all'esaurimento già a partire da domani, martedì 12.

E più volte è stato sottolineato come l’impiego necessario delle mascherine, a pieno regime nella fase 2, sia pari a 40 milioni al giorno, due a persona che torna al lavoro. 

Mascherine, Made in Italy lento. La Cina guarda a Germania e Francia

Le cifre sono impressionanti, ma vere. Perché il fabbisogno di mascherine è mondiale, ed è uno dei problemi più sentiti in tutta Europa. In Spagna e Francia, i presidi chirurgici costano 96 centesimi al netto dell’Iva, ed è un prezzo calmierato che invita i produttori, cinesi in primis, proprio nella direzione di questi altri mercati. Il Made In Italy, da questo punto di vista, è in difficoltà. il presidente di Federfarma parla di cinque aziende al lavoro per la produzione e la diffusione di mascherina, ancora non in possesso dei quantitativi disponibili.

Mascherine, ma non solo: forte carenza anche di guanti e alcol

Ma l’emergenza non riguarda solo le mascherine. A essa, in Italia, si aggiunge una forte carenza di guanti, gli stessi che ci capita di trovare sempre più frequentemente abbandonati per terra dopo l'utilizzo, e di alcol, quello usato per disinfettare.

Il segretario di Federfarma Roberto Tobia avverte: “Nelle farmacie italiane guanti e alcol introvabili, da Nord a Sud indistintamente”. Inoltre c’è il problema dei prezzi. Quelli dei guanti, che siano in lattice o nitrile, si è triplicato, o quadruplicato.

Il motivo? L’altissimo costo applicato da parte dei fornitori alle farmacie. Non è solo speculazione. Come una sorta di effetto domino, le materie prime sono aumentate, le richieste si sono moltiplicate. E le giacenze in magazzino sono ormai finite.

Mascherine al centro del Decreto Rilancio?

Il cortocircuito della burocrazia unito al fabbisogno mondiale che sposta la produzione delle mascherine verso altri paesi, ha convinto il governo a impegnarsi sulla possibilità di semplificare in qualche modo la normativa vigente.

Ecco perché trapelano da Palazzo Chigi alcuni interventi per l’acquisto delle mascherine da inserire nel testo del decreto rilancio, al vaglio del Consiglio dei Ministri, per poi ricever eil via libera da Senato a Camera.

Semplificazione, dicevamo, ma anche velocizzazione dell’iter per la certificazione dei prodotti più specifici, in modo da poter essere ordinati e utilizzati da categorie specializzate in ambito lavorativo.

Mascherine: ecco i nuovi prezzi

Ovviamente, all'interno del Decreto Rilancio, salvo sorprese, saranno indicati anche i prezzi suggeriti delle mascherine, per evitare ogni speculazione.

Da 0,5 euro a un massimo di 1,5 euro: questo il costo previsto per le mascherine chirurgiche. Le Ffp2 senza valvola saranno fissate a 5,75 euro. Quelle con valvola poco meno di un euro in più: a quota 6,5 € mentre le Ffp3 dovrebbero oscillare tra i 6 e i 9,5 euro, a seconda della presenza o meno della valvola.

I gel igienizzanti varieranno tra i 3,8 euro per la confezione da 250 ml senza alcol fino a un massimo di 7,2 euro per un litro. Quello a base alcolica arriverà a un massimo di 6,4 euro per la confezione da 250 ml mentre la soluzione liquida disinfettante a base alcolica da un litro dovrà avere un prezzo massimo di 2,15 euro. Sanzioni e sospensione dell’attività previste per chi non rispetta i prezzi indicati. E anche i comuni potranno vigilare per l’osservanza delle nuove normative e dei prezzi aggiornati per mascherine e gel. 

Il caso virtuoso della Liguria

In Liguria intanto 500mila mascherine chirurgiche messe a disposizione della Protezione civile regionale verranno distribuite dalle farmacie gratuitamente. Andranno ad aggiungersi alle altre 500mila già consegnate la settimana scorsa, 250mila solo nel weekend. L’assessorato alla Protezione Civile della Regione ha invita coloro i quali hanno già ritirato la propria confezione a non ripresentarsi presso le farmacie, per evitare assembramenti e rallentamenti nella consegna. Che avverrà presentando il codice fiscale o la tessera sanitaria. Nel complesso, la Regione ha donato 3,5 milioni di mascherine chirurgiche da inizio emergenza, attraverso i sindaci e le Poste Italiane. Nella speranza che ai cittadini liguri, come quelli di tutta Italia, possano avere l’accesso alle mascherine a prezzo calmierato.