Da una parte c’è il documento tecnico sulla fase 2 pubblicato dall’Inail, che oltre a spiegare le linee guida del comportamento da adottare per la ripresa delle attività produttive, mette le mascherine al centro di tutto: sostanzialmente, tutti coloro i quali riprenderanno il proprio posto di lavoro, dovranno indossarne una. Anzi due. Perché le mascherine chirurgiche hanno un’efficacia di 4 ore e non vanno riutilizzate. Dall’altra però c’è l’aut aut di Federfarma: smetteremo di venderle, se non verrà stabilito una volta per tutte un prezzo unico. E così eccoci ritrovati a un paradosso. C’è il governo che invita, anzi obbliga gli italiani a indossare la mascherina sui mezzi pubblici e nei luoghi di lavoro. Ma c’è anche il rischio concreto di non poterle acquistare.

"Mascherine, prezzi altissimi e troppe multe. Non le vendiamo più"

L’appello dell'associazione dei titolari di farmacie parla chiaro: le mascherine sono introvabili. I prezzi, altissimi. Secondo Altroconsumo una famiglia di 4 persone potrebbe arrivare a spendere fino a 200 euro al mese. E la categoria, pur non essendo responsabile, sta pagando multe e sequestri insostenibili, nonostante le vere vittime di questo sistema siamo proprio noi” è il grido di allarme di Federfarma.

Che dunque chiede al governo di imporre, una volta per tutte, prezzi fissi alle mascherine. Accessibili e alla portata di tutti. Fino a quando non verrà accolto questo appello, e quindi anche stabilita una cifra, l’associazione minaccia lo stop alla vendita su scala nazionale.

“Non sembra rimanere altra strada che suggerire alle farmacie di astenersi dalla vendita di mascherine e dispositivi di protezione individuale” spiega la nota diffusa dall'associazione. 

Fase 2, potrebbero servire 40 milioni di mascherine al giorno

Il blocco delle vendite delle mascherine chirurgiche sarebbe dunque un grosso problema, per un paese che deve far ripartire le attività lasciandosi alle spalle l’incubo della quarantena, causa coronavirus.

Una ripresa che passa inevitabilmente da questi presidi sanitari: occorre ricordare che, stando alla ricerca effettuata per la Regione Piemonte dal Politecnico di Torino, potrebbero servire addirittura 40 milioni di mascherine al giorno.

Un numero minimo per garantire la sicurezza ai lavoratori, a cui spetterebbero, lo ricordiamo ancora una volta, due mascherine ogni 8 ore di impiego. Per un calcolo totale mensile di quasi un miliardo di dispositivi, secondo la ricerca, una cifra indispensabile per tutelare al 100% l'intera fascia di popolazione lavorativa, eccezion fatta per chi deciderà di proseguire in smart working, soluzione tuttora consigliata dal governo, ove possibile. 

Fase 2, mascherine online? I prezzi rischierebbero di salire ancora

Mascherine obbligatorie. Necessità di ingenti quantità per una nazione che vuole ricominciare a produrre. Farmacie che non ne vendono. Equazione che inevitabilmente potrebbe portare i cittadini a effettuare ordini di massa sul web, dove però le speculazioni sul prezzo denunciate dalle farmacie potrebbero addirittura diventare ancora più massicce, e con tempi di consegna tutt’altro che certi. E magari senza alcuna certezza che siano di buona qualità. Per molti cittadini dunque affidarsi al farmacista di fiducia è ancora considerata la soluzione migliore. Ma in farmacia, come detto, il rischio è che si decida di non venderne più.

Federfarma: decida il governo il prezzo delle mascherine

Da inizio marzo l’associazione Federfarma ha suggerito proposte concrete al govero per risolvere il problema della speculazione dei prezzi. A partire dalla riduzione al 4% dell’Iva rispetto all’attuale 22%, l’ideale per una vendita a prezzo equo.

Al momento, tali appelli non sono stati ancora accolti. E farmacisti, come detto soggetti a sequestri e multe proprio in virtù dei prezzi troppo alti pur considerandosi prime vittime di questo sistema, hanno lanciato un allarme che non potrà essere ignorato: "A fronte degli innumerevoli conrolli effettuati dalle autorità, le sanzioni e il sequestro di dispositivi che non fanno altro che lasciare la popolazione più esposta al contagio, e dell'assenza totale di spiegazioni per l'altrazione dei prezzi, non rimane altra strada che suggerire alle farmacie di astenersi dalla vendita" è il messaggio del presidente di Federfarma Marco Cossolo.