Il backtest mostra che quest'indicazione è risultata essere un buon contrarian indicator, con performance negative ad 1 anno solo in 2 casi su 10.

E' vero che letture di questo tipo si sono presentate anche poco prima degli ultimi 2 bear markets. Ma in entrambi i casi la  discesa non è stata immediata, il che sembra essere coerente con la teoria che sostengo da qualche tempo, che le fasi negative sono precedute da periodi brillanti per i risk assets.  Questo perchè le autorità monetarie erogano easing e i mercati reagiscono prima a questo e dopo, nel caso le misure non evitino il deterioramento del ciclo, prezzano la recessione.

Domani abbiamo il FOMC, e un taglio dei tassi è pressochè scontato: i mercati lo prezzano  interamente e Powell e C non hanno fatto alcunchè per segnalare un risultato diverso. Sarà  il terzo taglio dei tassi da luglio, e la  Fed ha anche ripreso un programma di espansione del suo bilancio, sia pure in T-bill e quindi senza particolari effetti sulla curva dei tassi. In Eurozone il  QE riprende tra pochi giorni e in generale l'easing globale è enormemente aumento nei mesi scorsi. Personalmente mi aspetto un effetto,  sia pure modesto (vedi questo link per approfondimento), in grado di alimentare un ulteriore riequilibrio del positioning. Certo,  finora non è che i dati mi abbiano dato grossa soddisfazione, a parte in Cina (le  survey di attività). Ma recentemente la Cina sta diventando più leading degli USA per il ciclo globale,  come mostra questa figura reperita su twitter (@sdypbuktkallman).

Vedremo cosa diranno i PMI ufficiali e Markit di ottobre in uscita da giovedì a lunedì.