La sintesi quotidiana dei principali eventi accaduti sui mercati finanziari redatta dall’Ufficio Ricerca ed Analisi di Banca Finnat.

Borse Mondiali

Usa

Seduta positiva per il settore dei digital payments con American Express (+0,86%), Mastercard (+1,13%) e PayPal (+4,29%). In crescita Coca-Cola (+0,80%). Ben comprata Pfizer (+1,88%).

Italia

In lettera Eni (-2,62%) e Saipem (-3,81%).

Enel ha ceduto lo 0,44% mentre hanno registrato incrementi Italgas (+1,33%), Snam (+1,74%), A2A (+1,20%) e Terna (+4,21%).

Telecom Italia ha perso il 2,71% ed il titolo ha chiuso ad euro 0,3373.

In calo il settore del lusso con Moncler (-1,72%), Ferragamo (- 0,64%) e Tod’s (-0,92%).

Seduta contrastata per il settore industriale con Buzzi Unicem (-0,74%), Brembo (+2,95%), Leonardo (-1,79%) e Fincantieri (+1,43%).

Hanno chiuso in territorio negativo tutte le società della “Galassia Agnelli” con FCA (-2,07%), Ferrari (-1,71%), CNH Industrial (-2,37%) ed Exor (-1,28%).

Chiusure negative anche per il settore bancario con UniCredit (-3,07%), Banco Bpm (-3,63%), Ubi Banca (-2,55%), Mediobanca (-2,46%), Banca Mediolanum (-0,48%) ed Intesa Sanpaolo (-2,93%); Banca Generali è rimasta invariata (+0,00%).

Assicurazioni Generali sono scese dello 0,76% ed il titolo si è portato ad euro 12,37.

Gran Bretagna

In calo GlaxoSmithKline (-0,38%). Seduta positiva per Bat (+0,51%) e Tesco (+0,60%). Diageo ha ceduto l’1,15%. In lettera Compass (-5,98%). Seduta negativa anche per Bp (-2,83%).

Germania

Sono prevalse le vendite sul settore automotive con Daimler (-4,09%), Volkswagen (-2,80%) e Bmw (-3,20%). In lettera Thyssen Krupp (-4,20%). Poco mossa Deutsche Telekom (+0,04%).

Francia

Seduta negativa per Axa (-1,36%), Bnp Paribas (-3,06%) e Capgemini (-3,06%). In calo il settore del lusso con Kering (-1,25%) e Lvmh (-2,24%). In crescita Danone (+0,90%).

Economia

Germania: la fiducia delle imprese, in aprile, è scesa a 74,3 punti dai precedenti 85,9 punti. Il consensus stimava un dato pari a 80 punti.

Gran Bretagna: le vendite al dettaglio (m/m), in marzo, hanno registrato un calo del 5,1% dal precedente decremento dello 0,30%. Su base annua, le vendite sono scese del 5,8% rispetto al dato invariato di febbraio. Il consensus stimava un calo del 2,8% su base mensile e del 2,5% su base annua.

Usa/1: gli ordini di beni durevoli “ex-Transportation” (m/m), in marzo, sono scesi dello 0,20% dal precedente decremento dello 0,70%. Il consensus stimava un calo del 7%.

Usa/2: gli ordini di beni durevoli (m/m), in marzo, sono scesi del 14,4% dal precedente incremento dell’1,1%. Gli analisti stimavano un calo del 12%.

Usa/3: la fiducia dei consumatori (Università del Michigan), in aprile, è salita a 71,8 punti dai precedenti 71 punti. Il consensus stimava un dato pari a 69 punti.

Le Small Cap sotto “coverage” Finnat

Grifal: nel nell’update di ricerca, rilasciato in data 24 aprile dal nostro Ufficio Studi, viene messo in evidenza come Grifal si stia impegnando per fare del suo innovativo prodotto (il “cArtù”) il nuovo standard per le soluzioni di packaging. Al 31 dicembre 2019 Grifal ha presentato ricavi di vendita in crescita del 7,3% rispetto al periodo di confronto, un margine operativo lordo (Ebitda) in aumento del 12,3% ma un risultato operativo netto (Ebit) in calo dell’8,3%. Le attese di forte contrazione della produzione industriale in Italia nel corso del 2020 ci hanno portato a stimare un calo del fatturato, per l’esercizio in corso, del 12% ma abbiamo mantenuto immutate, invece, le aspettative di crescita per il triennio 2021/2023 (al 25% annuo). Manteniamo la raccomandazione d’acquisto sul titolo ma con valorizzazione in calo da €5,3 a €2,94.

Fervi: nel contesto dell’attuale situazione emergenziale, la società ha firmato, con GEL SpA, un importante accordo di fornitura (con scadenza dicembre 2025) di articoli per la sanificazione degli ambienti e delle persone. Il valore della fornitura corrisponde a circa €0,8 milioni per il primo anno (2020) e prevede obiettivi di crescita annuale sia in termini di volumi che di referenze.

Altre società

Eni: il CdA ha deliberato una possibile emissione strumenti obbligazionari, da collocare presso investitori istituzionali, per un ammontare complessivo non superiore a 4 miliardi di euro, o equivalente in altra valuta, da emettersi in una o più tranches entro il 31 marzo 2022. Le emissioni di tali strumenti dovrebbero perseguire l’obiettivo di finanziare i futuri fabbisogni e di mantenere una struttura finanziaria equilibrata.