Dal punto di vista dei grafici, che osserviamo ogni giorno, la settimana passata non ha aggiunto assolutamente alcuna novità rispetto a quanto detto una settimana fa. Se osserviamo il grafico a candele settimanali del principale indice USA, SP500, alla partenza odierna lo troviamo esattamente dov’era prima dell’inizio della seduta di lunedì scorso. La candela della settimana appena passata è stata del tutto inutile a mantenere direzionalità. Solamente 27 punti di distanza tra minimo e massimo settimanale equivalgono ad un’oscillazione complessiva inferiore al punto percentuale, il minor scostamento tra massimo e minimo settimanale visto in questo 2018.

Pertanto il grafico ci dice di non perdere tempo a ragionare sul movimento in corso, che si è letteralmente bloccato proprio sulla resistenza (2.801) che in settimana, mercoledì, sembrava aver voglia di superare. Tutto rinviato a quel che i tweet di Trump ci suggeriranno, dato che le chiavi della volatilità sono nella tastiera del suo smartphone, da cui dipendono minacce, insulti ed annunci in grado di far sussultare l’indice che condiziona poi il resto del mondo azionario.

Anche l’Europa, trascinata da Wall Street a zonzo intorno alle sue resistenze grafiche da superare, non è riuscita con Eurostoxx50 a confermare giovedì il superamento di 3.480, che mercoledì sembrava cosa fatta. Venerdì mattina in Europa si è anche vista una scivolata piuttosto pericolosa, che ha coinvolto soprattutto l’indice tedesco Dax, quando è tornata a farsi più probabile la battaglia dei dazi sulle auto europee, che Trump ha nuovamente minacciato per vendicare la multa inflitta dall’antitrust europeo a Google per abuso di posizione dominante.