Una settimana che si presenta ricca di avvenimenti di natura politica ma soprattutto di elementi fondamentali per il futuro andamento dei mercati internazionali.

Alla vigilia dell'importante intervento che terrà domani il numero uno della Fed Janet Yellen, i principali indici azionari evidenziano livelli di prezzo in prossimità di importanti resistenze statiche - oltre le quali - l'eventuale upside potrebbe consolidare le buone performance finora conseguite da inizio anno.

Se l'impostazione grafica appare favorevole, ci sono invece alcuni dubbi sull'intero palinsesto algoritmico che accompagna le singole analisi: plausibile ipotizzare uno scenario di brevissimo periodo caratterizzato da un'elevata volatilità

AZIONARIO EUROPA - INDICE D.J. STOXX (600)

Il principale benchmark europeo ha lasciato alle proprie spalle l'importante soglia dei 375 punti. Le attuali quotazioni hanno arrestato la loro corsa in prossimità della resistenza di brevissimo periodo corrispondente a 382,181: il superamento caratterizzato da una chiusura superiore ad area 383,74 favorirebbe il raggiungimento del target posto a 386,170. Negativo il ritorno a 374,124 che - in caso di mancato supporto - potrebbe innescare possibili vendita fino al ritorno in zona 375 punti.

AZIONARIO AMERICA - INDICE S&P 500

Ennesimo record per l'indice statunitense: gli investitori hanno nuovamente spinto sull'acceleratore degli acquisti superando la soglia psicologica dei 2.500 punti. L'intera platea sembra disinteressarsi delle potenziali difficoltà di attuazione del programma politico del presidente Trump.

Sui principali leading indicator si intensificano le divergenze negative soprattutto in ottica di trend di medio termine. Gli attuali target rialzisti sono principalmente identificabili prima a quota 2.535,67 e successivamente a 2.567,48 punti.