Mattinata positiva quella di Piazza Affari nell'ultima seduta di luglio. Alle 13 infatti, il Ftse Mib registrava un saldo parziale di +0,6% pari a 21.554 punti. Stesso trend, sebbene meno incisivo, in Germania col Dax a +0,2%, stesso livello raggiunto da Londra col Ftse 100, e in Francia dove il Cac40 si trovava a cavallo della parità con 0,02%. 

Petrolio in aumento: Eni in pole position

L'ultimo calo registrato sulle scorte Usa e l'imminente riunione dei paesi Opec tra il 6 e 7 agosto per rivedere gli effetti per alcuni paesi dei tagli decisi nell'accordo di Vienna firmato a fine novembre 2016, hanno permesso al petrolio Wti di superare i 50 dollari al barile per la prima volta da maggio mentre il Brent è salito a 52,80 dollari. A dare una possibile, ulteriore spinta, anche i disordini in Venezuela, nazione particolarmente colpita dalla grave crisi del barile e che sta affrontando in queste ore una tra le più sanguinose elezioni mai viste nel paese. IN particolare la nazione sudamericana oggi è chiamata al voto per eleggere i rappresentanti dell'Assemblea Costituente che avrà il compito di riformare la Costituzione dando più poteri diretti al Presidente Nicolas Maduro, una misura che gli Stati Uniti hanno definito un passo verso la dittatura. L'opinione di Washington sembra essere corroborata dai vari disordini e manifestazioni di piazza tra le forze dell'ordine e i rappresentanti dell'opposizione, scontri che hanno provocato finora 4 morti. Sempre dagli Usa sono arrivate le prime minacce di sanzioni e tanto è bastato per aggiungere un ulteriore tassello al mosaico che ha portato il barile a riprendere quota e a dare ulteriore fiducia per un miglioramento delle quotazioni già dalla seconda metà del 2018. Partendo da questi presupposti, ed aggiungendone altri dettati dai numeri presentati la settimana scorsa con la pubblicazione dei risultati del primo semestre, Eni registra una seduta in pieno rialzo. Poco prima delle 12, con Piazza Affari a +0,5% con 21535 punti, il titolo del cane a sei zampe vantava un +1,3%. Alla base dell'andamento, come detto, anche l'ottimismo arrivato con la pubblicazione delle cifre sugli ultimi sei mesi e nelle quali si poteva leggere anche il ritorno alla produttività di settori particolarmente difficili come la chimica e il mid-down-stream.