L’assurdità della morte no è mai concepibile soprattutto se si verifica per questioni “economiche”. Si, perchè il motivo che ha spinto l’aereo malese a sorvolare le sconsigliatissime rotte dei cieli ucraini è stato per lo più in motivo economico. Le rotte degli aerei non sono a costo zero per la compagnia: la migliore infatti è la rotta più breve, perchè comporta meno tempo (quindi ottimizzazione della resa sia per la forza lavoro impiegata sia per i mezzi usati), ma ancora più immediato è il risparmio di carburante. Non solo ma forse non tutti sanno che ogni volta che un aereo sorvola lo spazio di una nazione, deve pagare una sorta di “tassa” un corrispettivo all’ente che controlla il traffico aereo della nazione in questione. Più è sicuro il tratto (meno rischi) maggiore è il numero degli aerei che lo sorvoleranno, più alta sarà la tariffa da versare, anche perchè si presuppone che alla base ci sia il rischio di dover gestire, da parte delle autorità di volo nazionali, un traffico più intenso. Da qui la scelta, purtroppo dettata da esigenze di risparmio, di puntare su cieli ucraini.

Dall'Ucraina a Gaza

Ma al di là di questo dato sconcertante, il jet della Malaysia Airlines ha riattivato il riaccendersi delle preoccupazioni circa i rischi sempre più crescenti di pericoli geopolitici sempre più ampi e sempre più gravi che adesso includono anche la striscia di Gaza invasa da Israele ufficialmente per neutralizzare i tunnel di Hamas che Tel Aviv considera i punti di contatto e i canali usati dai terroristi. Obiettivo che però l’esercito israeliano potrebbe estendere anche oltre (non specificando come, dove e quando) in quell’operazione "Margine protettivo" che ha immediatamente portato alla reazione di Hamas che ha risposto all’invasione con lanci di razzi verso le zone meridionali di Israele.