Antonio Anniballe, gestore del team Multi Asset Italia di GAM (Italia) SGR, spiega che le misure varate in Cina per contrastare la diffusione del coronavirus sembrano ottenere buoni risultati, ma i dati in aumento nel resto del mondo spaventano i mercati. Antonio Anniballe prova a fare il punto della situazione.

Da una settimana a questa parte gli eventi hanno preso una decisa accelerazione sul fronte corona­virus, quanto meno dal punto di vista mediatico: il contagio all’Europa, con il nord Italia a registrare i primi significativi focolai di epidemia, ha segnato per molti osservatori il passaggio da un episodio limitato a Cina e area asiatica, per quanto molto rilevante, ad uno di portata potenzialmente globale. Le notizie italiane che replicano in sostanziale déjà vu quanto già osservato a gennaio in Cina fra aree isolate, eventi cancellati e appelli delle Autorità a limitare spostamenti e contatti, mostrano da vicino quanto possa essere invasivo l’effetto del virus sulla vita delle persone e, di conseguenza, anche su consumi e attività produttive.

Proprio questo punto ha costituito una doccia fredda per i mercati, precedentemente rassicurati da dati cinesi di contagio in deciso miglioramento. Al di là della reale pericolosità del virus, che riguarderebbe un numero limitato di casi, il timore per gli investitori è che questo problema non abbia soluzione rapida e continui a produrre conseguenze nei prossimi mesi. Dal punto di vista economico è probabile che il PIL globale sarà condizionato dal virus in varia misura nel primo semestre.