Ci sono molti fattori economici solidi in questo momento, e si ha una bassa probabilità di entrare in una fase di recessione nei prossimi 12 mesi. Molti pensano che una possibile fase critica possa presentarsi nella seconda parte del 2019 ma, considerato il momentum attuale molto forte, crediamo che la recessione sia ancora lontana. Il mercato cresce da 10 anni, quindi è difficile sostenere che ci si trovi in una fase iniziale del ciclo. Tuttavia, non si registrano nemmeno gli eccessi che caratterizzano tipicamente la fase finale di un ciclo di mercato.

Se si guarda ai multipli, gli utili delle società dello S&P cresceranno tra il 20% e il 25% - spiega Alan Berro -. Certo, il contributo dei tagli alle tasse è stato fondamentale ma, in termini di utili, quest’anno si parla di 150-160 dollari sull'S&P, per arrivare a 170 dollari o 180 dollari l'anno prossimo. Ci sono anche stime di mercato che prevedono tra i 190 e i 200 dollari per il 2020.

Non sarebbe improbabile trovarsi tra due anni con un mercato che viene scambiato a 15 volte gli utili. Non si registra un divario significativo tra i prezzi degli asset e l’effettivo valore sottostante a cui si è assistito in passato, ad esempio durante la bolla tecnologica del 2000 o la bolla immobiliare del nel 2007-08-09. Non stiamo vedendo questo tipo di eccessi. Potremmo avere una correzione del 5%, 10% e 15%? Sicuramente, movimenti di questo tipo possono accadere in qualsiasi momento e per qualsiasi ragione. Ci aspettiamo una crisi profonda, su scala globale, che porti a un -50% e alla recessione? Non c'è niente in questo momento che ci porti a trarre una tale conclusione.