No agli eurobond, sì ai recovery bond? Si ripartirà da qui con le trattative giovedì mattina, quando l’Eurogruppo si ritroverà nuovamente in videoconferenza per decidere come sostenere l’economia alle prese con la pandemia del coronavirus. Una proposta alternativa lanciata dalla Francia sembra poter ammorbidire anche le posizioni della Germania sul fronte degli eurobond, mentre appare più complicata la questione del Mes, su cui il fronte del Nord, Olanda in testa, dimostra di non volersi smuovere dalla popria posizione. Proprio il fondo salva stati e la creazione di un fondo di emergenza per emettere un’obbligazione comune garantita dagli stati membri sono i motivi per cui, dopo 16 ore di colloqui notturni, non si è ancora giunti a un’intesa, con tanto di cancellazione della conferenza stampa prevista mercoledì mattina alle 10.

Mes ed eurobond, tregua per l'Europa? 

In mattinata sono stati pubblicati diversi tweet dai vari partecipanti all'Eurogruppo. Il commissario agli affari economici Ue Gentiloni si è rivolto al senso di responsabilità che ogni paese è necessario adotti in quella che è una crisi senza precedenti, mentre il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire si è unito al pari ruolo tedesco Olaf Scholze scrivendo: “Lanciamo insieme un appello a tutti i paesi membri di essere all'altezza di  sfide eccezionali come queste per ottenere una intesa ambiziosa” a conferma che la posizione della Germania risulterebbe notevolmente ammorbidita. Il problema vero a che la trattativa si sblocchi, come già anticipato, è la posizione dell’Olanda: “A causa della crisi dovremo fare un’eccezione e il Mes può esere utilizzato senza condizioni per coprire i costi medici. Per tutto il resto, il suo utilizzo va associato a determinate condizioni economiche” ha scritto infatti il ministro delle Finanze olandese Wopke Hoekstra. 

Mes, l'Europa spinge. La risposta dell'Olanda: "Absoluut niet!"

Nessuna condizione stringente per sostenere le spese mediche ma tutto come prima per le altre necessità. La posizione dell'Olanda è questa, in sostanza. L’Italia e in generale i paesi del Sud invece insistono affinché i paesi possano accedere al Fondo Salva Stati senza le condizioni stringenti previste in tempi normali, condizioni che l’Olanda, irremovibile, evidentemente non ha alcuna intenzione di eliminare. Ovviamente serve un punto di incontro che vada bene a entrambe le parti, ma per il momento il paese guidato dal premier Mark Rutte non ha intenzione di cambiare la propria posizione e la tensione è alta, con la Francia, a quanto pare, molto irritata dal muro olandese. 

Da eurobond a recovery bond

Cambiano, i nomi, non la sostanza, né le posizioni. O quasi. Nel senso che, da quanto trapela, nessun paese si sarebbe opposto alla creazione di un fondo temporaneo ed eccezionale di solidarietà finanziato con obbligazioni congiunte per sostenere la ripresa economica, con l'obiettivo aggiunto di mutualizzare i debiti futuri: la proposta è francese e sarebbe una sorta di versione migliorata di quella iniziale del coronabond, con tanto di nuovo nome: recovery bond. Il nodo, in qeusto caso, è la tempistica, su cui il fronte dei paesi nordici avrebbe sposato la linea di Angela Merkel: la cancelliera, che in tempi non sospetti disse: “Finché campo no agli eurobond”, vorrebbe infatti rinviare ogni decisione in autunno.