Apple è da tempo vista come la società più forte sui mercati internazionali, tanto che la liquidità in cassaforte è stata spesso associata ai Pil nazionali.

Il record di Apple

Ad agosto, inoltre, la Mela di Cupertino è stata la prima società a toccare il trilione di dollari di capitaliazzazione. Un primato che ha raggiunto l’apice ad ottobre con 1.100 miliardi. Ma la volatilità estrema ha fatto altrettanto presto a cambiare le sorti del gigante. Ed oggi è solo al terzo posto, preceduto da Amazon (seconda) e da Microsoft che ha conquistato la pole position nella battaglia dei mercati. Ebbene sì, il dinosauro del PC è riuscito nell’impresa di spodestare la più cool delle aziende. Come ci è riuscita? La risposta di Ashraf Eassa
Prima di tutto superando il grave difetto di Apple: la diversificazione. Il 63% delle entrate fiscali del 2018 di Apple proviene dalle vendite di iPhone. Cedendo il passo sulle vendite (come è accaduto e accadrà a giudicare dalle proiezioni della stessa Apple) inevitabilmente l’azienda fondata da Steve Jobs è andata incontro al malcontento degli investitori.

Il punto di forza

Al contrario, Microsoft è altamente diversificata. Pur essendo leader in molti dei mercati a cui partecipa, le sue entrate non sono dominate da nessuna di queste voci. Anzi, ciascuno dei tre principali segmenti di Microsoft rappresenta circa un terzo delle entrate complessive dell'azienda ed all’interno di ciascun segmento, le entrate dei rispettivi prodotti sono a loro volta ben distribuite. Cosa significa questo? Che prima i tutto Microsoft è un investimento potenzialmente meno rischioso e soggetto a volatilità inferiore rispetto ad Apple.  

Prospettive di crescita