I listini americani si adeguano e come avevamo già visto sulle Piazze europee, terminano la settimana con un calo decisamente contenuto. La settimana è stata proficua anche al di là dell’Atlantico, quindi meglio non rischiare ed accontentarsi … per ora.

I dati macro non potevano essere più contrastati al punto che invece di chiarire la questione la complicano, infatti vedendo salire inaspettatamente sui massimi degli ultimi sedici mesi il NY Empire State Index, ossia l’indice sulla fiducia delle aziende manifatturiere nel distretto di New York, potevamo supporre di veder salire anche la produzione industriale, ed invece a marzo è sorprendentemente scesa (-0,6%).

In calo anche la fiducia dei consumatori, l’indice calcolato dall’Università del Michigan è sceso (89,7 punti) anziché salire (92 punti) come nelle previsioni.

Insomma, non si può certo stare tranquilli, e l’indebolimento della moneta verde, tornata sopra quota 1,13 nei confronti dell’euro, ne è una testimonianza.

I titoli del comparto bancario, che erano saliti molto nei giorni scorsi hanno subito pesanti prese di profitto, e così Citigroup, che ha annunciato un’ottima trimestrale non è stata premiata dal mercato, ma le vendite hanno riguardato anche i petroliferi, un altro comparto che nei giorni scorsi aveva visto brillanti performances.

Ad appesantire  gli indici a stelle e strisce oggi anche Apple dopo che si stanno intensificando le voci su un rallentamento delle vendite di iphone.

Nuovamente in prossimità del proprio record storico Microsoft che non smette di stupire.