Matt Miller, Economista politico di Capital Group, spiega che il voto di martedì offre diversi spunti di analisi per le elezioni di medio termine. I Democratici hanno raggiunto la maggioranza alla Camera dei Rappresentati per la prima volta dal 2011, mentre i Repubblicani hanno aumentato il proprio peso al Senato. Entrambi i partiti possono quindi descrivere queste elezioni di mid term come una vittoria, ed è esattamente il messaggio che è stato veicolato nelle conferenze stampa di mercoledì.

Una volta concluse le celebrazioni, tuttavia, inizierà il difficile compito di governare una nazione dal Congresso diviso. Come si caratterizzerà il contesto politico? Sarà possibile un qualche passo avanti sul fronte legislativo? Quali saranno le implicazioni per i mercati finanziari?

Sono tre gli sviluppi chiave che caratterizzeranno la scena politica statunitense per i prossimi due anni:

1. Stallo di governo

In breve, non ci aspettiamo cambiamenti sostanziali da qui alle elezioni presidenziali del 2020 - spiega Matt Miller -. Le più importante iniziative repubblicane – come un ulteriore taglio alle tasse o una riforma dell’immigrazione – verranno molto probabilmente bloccate, vista la necessità dell’approvazione da parte della Camera. Lo stesso vale per i principali punti del programma democratico – la cancellazione dei tagli dello scorso anno, un annullamento della deregolamentazione e il Medicare-for-all – che non avranno l’appoggio del Senato.

I primi segnali suggeriscono una visione favorevole di questo stallo da parte dei mercati azionari, come evidenziato dai rally nel giorno successivo al voto che hanno interessato diversi mercati. Per le società questo risultato significa un mantenimento dello status quo per i prossimi due anni, che permette al management di sviluppare i propri business plan di conseguenza. Come successo in passato, i mercati non dovrebbero avere particolari problemi a gestire un contesto in cui la Camera passa da un partito all’altro.