Il consueto record di Wall Street è avvenuto in un contesto più sottotono rispetto al solito, con gli indici che hanno chiuso più  vicini ai minimi di seduta che ai massimi (S&P +0.17%, Nasdaq +0.11%). Il motivo è apparentemente da ricercare in un iniziativa della Federal Trade Commission: l'agenzia governativa USA ha richiesto ai principali unicorni del Nasdaq (Google,  Facebook, Amazon, Microsoft e Apple) di produrre informazioni sulle acquisizioni effettuate negli ultimi 10 anni, allo scopo di valutare se la competizione ne è stata danneggiata. La possibilità che queste beneamate degli investitori finiscano sotto il mirino dell'antitrust ha bagnato loro le polveri,  contribuendo eventualmente ad alimentare prese di beneficio.

Non che la pausa sia durata più di tanto. Dall'inizio della seduta asiatica in poi, indici e futures hanno ripreso a macinare, e a fine seduta gli indici dell'area hanno tutti mostrato progressi, ad eccezione di Jakarta. Sempre più  spettacolare la performance del Chinext, indice di Shenzen, specializzato in piccole aziende e tecnologia, che ha chiuso in rialzo del 2.8% e scambia quasi un 5% sopra i livelli pre escalation dell'epidemia. Qualcuno ha legato la performance di questo indice alla  circostanza che la  speculazione azionario è  una delle poche attività che restano a chi è chiuso in casa senza poter uscire.

Allargando un po' il quadro, l'ulteriore recupero del sentiment può essere fatto risalire al trend di miglioramento dei dati in Cina, che si evince bene dal grafico di Capital Economics: numero di nuovi infettati in ulteriore calo, morti in calo, ristabiliti in accelerazione.