Entrano in scena i migranti. Quelli irregolari naturalmente. Il governo sta pensando a loro, in tutto 600mila lavoratori "fantasma" alle prese, come tutti, con l’emergenza coronavirus ed esclusi da ogni tipo di sussidio. Una sanatoria: l’idea del governo sarebbe questa. Ma il dibattito politico sull'argomento è acceso all’interno della maggioranza stessa.

Da una parte c'è il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova, Italia Viva, che spinge affinché l’approvazione di un permesso di soggiorno temporaneo di 6 mesi, rinnovabile per altri sei, venga inserita già nel decreto maggio, atteso dal Consiglio dei Ministri tra mercoledì e giovedì prima del via libera di Camera e Senato. Dall’altra c'è il Movimento Cinque Stelle, che dice no a qualunque maxisanatoria degli irregolari in Italia modello Maroni, Bossi, Fini e altri, posizione ben sostenuta anche da Giorgia Meloni e da Matteo Salvini.

Migranti, allarme sanitario. Ma Salvini attacca: premio all'irregolarità

Migranti invisibili. Perché inesistenti agli occhi del fisco. Migranti sfruttati, pagati anche 3 euro l’ora per raccogliere l’uva. Migranti fondamentali, perché l’agricoltura italiana si regge anche (e soprattutto) sull’impiego dei braccianti stranieri spesso sprovvisti di permesso di soggiorno.

Migranti a rischio sanitario: il ministro Bellanova stesso ha parlato nei giorni scorsi di centinaia e centinaia di stranieri "reclusi nei ghetti come topi, che non escono perché verrebbero subito individuati".

Il riferimento, tra gli altri, è quello di Borgo Mezzanone in provincia di Foggia, dove tremila persone sono ammassate in un campo di fortuna, senza presidi di sicurezza, disinfettanti e dove non viene rispettato il distanziamento sociale: se queste persone venissero richiamate dalle aziende per la raccolta dell’ortofrutta, una nuova ondata di emergenza sanitaria sarebbe quantomeno alle porte. Tuttavia, l'opposizione non ci sente. E il leader della Lega Salvini attacca: "Il governo vuole assegnare un premio all'irregolarità". 

Lamorgese: troppi 600mila migranti. Salvini: nessun compromesso

Ecco dunque spiegato il motivo di voler inserire un provvedimento a favore dei migranti. Braccianti, ma anche colf e badanti, su spinta del ministro per il Sud Giuseppe Provenzano.

Il permesso di sei mesi sarebbe concesso alle aziende e alle famiglie che vogliono regolarizzare (dunque non sarebbero i lavoratori a chiederlo, ma le imprese e i datori di lavoro).

Seicentomila è il numero di stranieri da far emergere dal sommerso indicato da Teresa Bellanova, sostenuta dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, che però sarebbe per un inserimento più cauto e graduale, e quindi, numeri più contenuti, pari a circa la metà: tra i 250 mila e i 300 mila migranti. Una via di mezzo che avrebbe potuto andare incontro alla posizione contraria di Lega e Fratelli d'Italia. Ma anche in questo caso, Salvini ha ribadito più volte di non essere disposto a compromessi.

Migranti: sicuro che le aziende vogliano regolarizzarli?

Sarebbe un errore, questa è la linea del capo del Viminale, dare per certo il fatto che tutte le aziende abbiano intenzione di voler regolarizzare i lavoratori pagati in nero. Come detto però, oltre a una questione economica, vedi le imprese che pagano contributi ai dipendenti e si ritrovano a doversi confrontare con la concorrenza sleale di altre aziende, che pagano 3 euro l’ora i braccianti per raccogliere l’ortofrutta, il problema è anche sanitario. Mezzo milione di lavoratori fantasma in piena emergenza Covid-19, che sfuggono a ogni controllo, rappresentano un problema per l’intera collettività.

Sanatoria per i migranti? Salvini pronto alle barricate

Ci sono già stati diversi incontri in questi giorni, tra il premier Giuseppe Conte e il suo entourage per trovare una soluzione. Quella del lavoro sommerso e dei migranti è una gran bella patata bolllente, in un contesto in cui sono ancora tanti gli italiani che ancora devono ricevere la cassa integrazione o il reddito di emergenza.

Una situazione in cui le tensioni potrebbero crescere ulteriormente, perché l’idea di un governo che rivolge le proprie attenzioni ai migranti rischia quantomeno di sollevare le proteste di chi è da sempre fedele allo slogan: "prima gli italiani" molto caro a Matteo Salvini.

Un accordo nella maggioranza andrà trovato: da una parte c’è il Movimento Cinque Stelle che dice no "perché le priorità sono altre", dall’altra Italia Viva, appoggiata dal Partito Democratico e con le donne in prima linea: Lamorgese e Bellanova in primis. Dall’altra è rabbiosa la reazione dellopposizione. Che minaccia barricate “su ogni ipotesi di sanatoria”. Lo stesso Salvini ha accusato l'esecutivo di giocare a fare "il mercato degli schiavi" mentre il Partito Democratico ironizza sul fatto che i penta stellati pensino ancora di essere al governo con la Lega.

Sanatoria migranti già nel decreto maggio?  

Il decreto maggio è un pacchetto di provvedimenti a sostegno di famiglie e imprese del valore di circa 55 milioni di euro. Dalla sanatoria per i migranti, la stima del governo è un entrata nelle casse dello Stato di circa 1,2 miliardi.

 Se dovesse andare in porto l’idea della regolarizzazione dei migranti lavoratori agricoli, colf e badanti resterebbero esclusi, questo va ricordato, i lavori edili e del turismo. Ovviamente il permesso di soggiorno è subordinato all’accettazione di un lavoro da parte del migrante, la cui attività da irregolare spesso è controllata dalla criminalità organizzata. Molti imprenditori agricoli inoltre lamentano da anni una crisi di manodopera, accentuata dall'emergenza coronavirus. E la fine della stagione della raccolta non è poi così lontana.