La temuta seconda ondata dei contagi da COVID-19 è ormai una realtà. Nelle ultime settimane la crescita dei positivi aveva assunto dimensioni preoccupanti in Francia, Spagna e Regno Unito ma ora anche in Italia si registrano numeri record. Ieri massimo assoluto di positivi (7.332) e tamponi (152.196): il precedente record era stato registrato il 21 marzo con 6.557 positivi ma solo 26.336 tamponi.

Lockdown all'orizzone con seconda ondata contagi COVID-19

Purtroppo quello che alcuni temevano e prevedevano si sta lentamente profilando all'orizzonte: il rischio di un nuovo lockdown generalizzato. Al momento non ci sono segnali concreti in tal senso ma il virologo Andrea Crisanti ha dichiarato che misure restrittive simili a quelle adottate tra marzo e maggio saranno inevitabili a Natale. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, commentando le parole di Crisanti, non ha escluso l'ipotesi, asserendo che gli ultimi provvedimenti sono tesi a scongiurare un nuovo lockdown ma molto dipenderà dal comportamento dei cittadini.

PIL a rischio con nuovo lockdown, settore ristorazione tra i più esposti

Insomma il rischio esiste anche se per il momento la situazione degli ospedali (ricoveri e terapie intensive) è sotto controllo. Nondimeno c'è da chiedersi quali potrebbero essere le conseguenze su un tessuto economico già duramente provato dal primo lockdown (le stime sul PIL italiano 2020 indicano un calo vicino al 10%), soprattutto in settori specifici come quello della ristorazione fuori casa. Per farsi un'idea delle possibili conseguenze è utile ricordare i dati di bilancio di MARR, società leader in Italia nella distribuzione specializzata di prodotti alimentari alla ristorazione extra domestica (Foodservice), con più di 45.000 clienti della ristorazione commerciale (ristoranti, alberghi, villaggi turistici) e collettiva (mense, scuole, ospedali).

MARR in ripresa ma andrebbe sotto pressione con nuovo lockdown

Nel primo semestre MARR ha realizzato ricavi pari a 447,1 milioni di euro, in calo del 43,6% a/a, con un punto di minimo ad aprile (-80% a/a) e un progressivo recupero a giugno (-36% a/a) e luglio (-27% a/a). I ricavi totali di MARR nel terzo trimestre (valore gestionale provvisorio) si sono posizionati sopra i 400 milioni di euro, -20% a/a ma con un andamento sovraperformante rispetto al mercato di riferimento. Il sentiero di ritorno verso la normalità è quindi ben delineato ma cosa accadrebbe con un nuovo lockdown? Il dato sui ricavi di aprile parla fin troppo chiaro.

Il grafico di MARR, primi segnali di allarme

Decisamente evidenti anche i segnali grafici che il titolo ha inviato nelle ultime sedute, quelle del balzo dei numeri dei positivi ai tamponi. Il mercato sta iniziando a incorporare nei prezzi l'ipotesi lockdown e le quotazioni di MARR sono scese a mettere pressione sulla linea che ha condotto il recupero partito a inizio maggio da 10,90 euro, supporto dinamico attualmente in transito per 14,60 circa. L'eventuale rottura confermata in chiusura di seduta di questo riferimento creerebbe le condizioni per il ritorno sui minimi primaverili (conferme definitive sotto area 11,90) ed eventualmente per la riattivazione del movimento ribassista originato dal massimo storico del settembre 2018 a 26,98, con obiettivi in area 9,50 e 6,32 (minimo del 2012). La tenuta di 12,60 potrebbe invece preludere a un riavvicinamento ai recenti massimi a 15,20 circa, ostacoli oltre i quali diverrebbe possibile un allungo verso il picco di fine marzo a 16,62.

(Simone Ferradini)