Greg Meier, Senior Economist Director di Allianz Global Investors, spiega che quest’anno i segnali di stabilizzazione economica hanno sostenuto il rally degli asset rischiosi. Ci si chiede tuttavia se ci saranno ulteriori progressi, alla luce dei nuovi elementi di incertezza che si vanno delineando.

L’azione degli “animal spirits” è inequivocabile: le quotazioni azionarie hanno toccato i massimi storici sulla scia di dati migliori del previsto in Europa, USA e Asia. Al contempo, le Banche Centrali non hanno ancora tolto il piede dall’acceleratore, più preoccupate di contrastare le minacce al ribasso che il rischio di surriscaldamento.

Tale contesto, caratterizzato da attività economica sostenuta e tassi di interesse ai minimi storici, ha favorito gli utili aziendali, che sono tornati a crescere. FactSet stima un aumento degli utili delle società dell’S&P 500 dello 0,7% a/a nel quarto trimestre 2019. Si tratta di un dato tutt’altro che eccezionale se paragonato ai tassi di crescita del 20% circa registrati per gran parte del 2018. Tuttavia è decisamente meglio della flessione dell’1,7% prevista a fine anno e, se le attese si riveleranno corrette, segnerà un’inversione di tendenza dopo tre trimestri di contrazione.

Che cosa dobbiamo aspettarci nel 2020? Gli analisti prevedono un’ulteriore accelerazione degli utili che quest’anno dovrebbero aumentare dell’8,3%. Inoltre, il CBOE Volatility Index — che misura il costo della protezione contro un eventuale sell-off – si attesta a 15,0, un livello nettamente più basso rispetto alla media di lungo periodo, pari a 19,1. Sembra quindi che gli investitori, non solo si attendano un elevato incremento degli utili, ma non sentano nemmeno un eccessivo bisogno di proteggersi.