Qualche piccola novità all'orizzonte per quanti si trovano in difficoltà con il pagare la rata del proprio mutuo. Sarà più facile chiederne la sospensione, per i mutui prima casa, con il silenzio della Consap. La formula del silenzio assenso sarà estesa anche ai piccoli imprenditori e a quanti presenteranno la richiesta si sospensione fino al 9 gennaio 2021. La richiesta potrà essere presentata anche per i mutui in essere da meno di un anno. Il fondo Gasparrini sarà dotato di una nuova liquidità.

La sospensione delle rate dei mutui è andata all'ordine del giorno nel momento in cui sono stati introdotti alcuni nuovi aggiornamenti all'interno del Decreto Liquidità, nel momento in cui è passato alla Camera. Attualmente il testo è all'esame della commisisone bilancio del Senato: dovrebbe essere convertito in legge entro l'8 giugno. Molto difficilmente saranno apportate ulteriori modifiche al testo.

Sospensione mutui: ecco cosa verrà aggiornato

Il Decreto Liquidità sta proprio provvedendo ad aggiornare le procedure per quanti siano in difficoltà e abbiano intenzione di richiedere lo stop al pagamento delle rate dei mutui. Come funziona la richiesta di sospensione: dopo aver ricevuto la richista di congelamento del mutuo, Consap, il gestore del fondo, provvedeva ad accertare la sussistenza dei presupposti ed entro 20 giorni comunicava alla banca l'esito dell'istruttoria. Oggi, come oggi, una volta che questo termine sia passato senza che sia arrivata una risposta, la domanda si peruppone accolta: il silenzio di Consap vale come assenso.

Nel caso in cui l'istruttoria desse un esito negativo, la banca può procedere a riavviare l'ammortamento del mutuo dalla prima rata in scadenza successiva alla data di presentazione della domanda. Per facilitare la procedura la banca deve procedere, in automatico, a sospendere la prima rata del mutuo. La banca deve anche procedere alla sospensione dalla prima rata in scadenza successiva alla data di presentazione della domanda, dopo averne accertato la completezza e regolarità formale. Fino al 9 gennaio 2021, in deroga alle regole di funzionamento del Fondo stesso, la sospensione si applica anche ai mutui in ammortamento da meno di un anno.

Mutui penalizzati dal coronavirus? 

L’andamento del mercato immobiliare e dei mutui in Italia nel mese di marzo 2020, durante la fase 1 dell’emergenza Covid-19, è stato reso noto dal Consiglio Nazionale del Notariato sulla base delle rilevazioni effettuate attraverso i Dati statistici Notarili (DSN). In particolare, il Notariato ha presentato una prima ricognizione effettuata in 10 grandi città italiane in merito a 6 tipologie di atti: mutui, surroghe, compravendite di fabbricati abitativi e strumentali, compravendite di terreni agricoli ed edificabili. Le città in esame sono: Roma, Milano, Napoli, Bari, Bologna, Torino, Palermo, Cagliari, Verona, Firenze. Dal campione emerge un crollo generalizzato del mercato immobiliare nel mese di marzo.

In particolare il calo delle compravendite di fabbricati abitativi (case e pertinenze) si attesta intorno ad un -25% a Bologna e Firenze, fino a riduzioni di oltre il 50% a Milano, cui spetta il record negativo (dovuto anche alla chiusura a singhiozzo delle conservatorie dei registri immobiliari), e a Verona. A Roma, Napoli, Bari e Palermo si registrano flessioni tra il 43% e il 47% circa.

Per quanto concerne i mutui sempre a Milano si registra il calo maggiore con -54,5%, seguita da Verona -45,5%, Napoli -41,2%, Bari -40,7%, Palermo -39,2%, Roma e Torino -35,1%. Firenze (- 11,1%) e Bologna (-13,6%) registrano i cali minori. Decisamente disomogeneo l’andamento delle surroghe che - con numeri bassi in senso assoluto che influenzano quindi le oscillazioni in percentuale - vede inaspettatamente segnare un aumento di oltre il 66% a Firenze e del 27,6% a Bologna, rispetto ad una riduzione del 44,3% a Bari e di oltre il 53% a Cagliari.

Mutui: un'osservazione

Durante l’ultimo incontro del Consiglio direttivo della Banca centrale europea del 30 aprile, Christine Lagarde, di fresca nomina quale Presidente del massimo organismo economico europeo, ha annunciato che è stato deciso di mantenere invariati i tassi di interesse. Il tasso di riferimento principale resta dunque fermo allo 0,00%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,50%. Niente colpi di scena e tutto secondo le attese.

Nell’attuale congiuntura socio-economica, tenuto conto dell’emergenza sanitaria che rischia di impattare in maniera importante sul PIL europeo, la Bce porrà in essere ogni azione possibile per mantenere i tassi agli attuali livelli. Ha già annunciato che continuerà ad immettere liquidità nel sistema bancario in modo che gli istituti di credito possano concedere mutui e prestiti a tassi molto bassi. In questo momento le proposte di mutuo delle banche sono molto vantaggiose sia per i tassi variabili che, soprattutto, per i tassi fissi, questo è lo scenario che dovremo attenderci sul fronte tassi almeno per tutto il 2020.

Renato Landoni, Presidente Kìron Partner SpA, spiega che è chiaro che gli impatti dell’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus e al conseguente lockdown decretato dal Governo e dalle Regioni andranno ad impattare sul mercato del credito alla famiglia. Una stima per il primo trimestre 2020 ci fa ipotizzare una perdita di volumi erogati sui mutui di 3,5/4 miliardi di euro. Di contro la buona notizia è che ad oggi i tassi bancari legati alle operazioni di mutuo permetteranno l’accesso ai finanziamenti per la casa a condizioni veramente vantaggiose. Questo potrà agevolare non solo chi vuole acquistare una nuova abitazione, ma anche chi è interessato a sostituire il proprio finanziamento. Prima del blocco la domanda di surroga era in forte aumento e tutto lascia presupporre il fatto che tale crescita non sia destinata ad esaurirsi, ma che possa proseguire alla luce dell’interessante offerta bancaria.