Dopo l'indice azionario americano Nasdaq 100, pure quello allargato, il Nasdaq Composite, è tornato in luce verde, ovverosia sui guadagni da inizio anno superando così la pesante e drammatica crisi innescata dalla pandemia di coronavirus.

Nasdaq Composite ora in luce verde grazie ad una batteria di titoli top performer

E' successo giovedì scorso, in accordo con quanto è stato riportato da Philip van Doorn, sul sito di informazione finanziaria marketwatch.com, nel porre l'accento sul fatto che tutto ciò è accaduto grazie ad una batteria di titoli top performer.

Da Tesla a Microsoft, ecco i migliori sul tabellone elettronico

Si tratta, nello specifico, del produttore di auto elettriche Tesla (TSLA), del colosso dello streaming online Netflix (NFLX), della società di pagamenti digitali Paypal (PYPL), ma anche di Nvidia (NVDA) e di AMD (AMD), nel comparto dei semiconduttori, di Amazon.com (AMZN) in quello dell'e-commerce, e di Microsoft (MSFT) nel comparto del software.

Il recupero del Nasdaq Composite, quindi, è stato guidato dai grandi nomi tech che sono quotati a Wall Street, ma le società che fanno parte del paniere sono complessivamente ben 2.701. Tra queste ci sono pure società a piccola capitalizzazione, startup e società tecnologiche che sono in rapida crescita.

Le sorti del Nasdaq Composite, dal crollo al forte recupero

Dopo la chiusura record del 19 febbraio, il Nasdaq Composite è crollato fino a toccare, con la chiusura dello scorso 23 marzo, il minimo dell'anno con un -23,5% da inizio 2020.

Secondo Matt Quinlan, che è co-portfolio manager del Franklin Rising Dividend Fund (FRDPX), il recupero del listino americano dei titoli tecnologici è stato trainato dall'intervento senza precedenti della Federal Reserve che ha rassicurato i mercati e, quindi, gli investitori.