Come è noto dicembre è il mese dell'oroscopo sull'economia e sui mercati finanziari, con le banche d'affari che si inseguono nella presentazione dei loro outlook per il nuovo anno.

I cigni grigi di Nomura: le differenze con quello nero di Taleb

Numerosi i report già diffusi in queste giornate e ancora altri ne arriveranno in quelle a venire, ma oggi vogliamo focalizzare l'attenzione su un'analisi un po' diversa dal solito.

Ci riferiamo a quella di Nomura che da qualche anno a questa parte presenta la lista dei "cigni grigi" per l'anno che verrà. Quelli grigi non sono da confondere con il classico cigno nero di Nassim Taleb che si caratterizza per la sua assoluta imprevedibilità.

Come spiegato dagli analisti della banca giapponese, i cigni grigi non rappresentano il loro scenario di base, ma una sorta di "previsione pazza", un evento che può essere in qualche modo anticipato, ma che poi si concretizza con un impatto devastante o comunque diverso da quello inizialmente ipotizzato.

I 9 cigni grigi per il 2019

Per il 2019 sono 9 i cigni grigi indicati da Nomura: la fine del populismo, il crollo del prezzo del petrolio a 20 dollari, un terremoto sui mercati, la deflazione dei mercati emergenti, il recupero dello yuan, il decollo della crescita economica globale, la deflazione nell'area euro e un boom dell'inflazione negli Stati Uniti alla fine del prossimo anno.

Fine del populismo e crollo del petrolio a 20 dollari

Partendo dal primo cigno grigio, gli analisti di Nomura ritengono che la nascita del populismo per molti aspetti possa essere ricondotta alla Cina e gli esperti avvertono che se il modello cinese dovesse iniziare a vacillare, allora si potrebbe assistere ad un potenziale declino del populismo.