L’inerzia rialzista che i mercati azionari hanno acquisito nell’ultimo mese continua a sostenere i principali indici occidentali, che ieri sono riusciti a superare senza significativi danni, ma solo con qualche piccola frazione di punto percentuale di perdita, una giornata segnata dal drammatico inasprimento delle proteste dei giovani dissidenti e delle repressioni da parte della polizia ad Hong Kong. Una situazione ben documentata dalle immagini che i Tg occidentali ci hanno mostrato, che ritraggono poliziotti che picchiano i malcapitati che riescono ad agguantare, ed arrivano persino a sparare a bruciapelo a giovani disarmati. Anche la violenza dei dissidenti si sta accentuando, con un uomo dato alle fiamme perché si è opposto alle loro proteste. La violenza e la repressione stanno rapidamente aumentando e si avvicina il punto di non ritorno, quello che verrebbe oltrepassato se intervenisse l’esercito cinese, che è schierato alla periferia di Hong Kong. 

L’escalation delle violenze rende sempre meno possibile far finta di non vedere la grave carenza di democrazia nell’ex colonia britannica. Trump si trova pertanto schiacciato tra la necessità di sostenere i manifestanti, a cui favore il Congresso ha approvato qualche giorno fa un provvedimento esplicito di appoggio, e quella di non irritare ulteriormente i cinesi, che hanno già bollato le prese di posizione americane su Hong Kong come ingerenza ostile negli affari cinesi e, per ritorsione,  potrebbero ritirarsi dalle trattative commerciali, che già stanno subendo rallentamenti e passi indietro rispetto agli ottimistici annunci della scorsa settimana.