Massimo De Palma, Responsabile team Multi Asset Italia di GAM (Italia) SGR, spiega che la stretta attualità e i possibili risvolti su economia e mercati impongono di soffermarsi sul virus cinese. La recente epidemia virale partita dalla Cina potrebbe avere conseguenze più serie sull’economia nel breve periodo, andando ad impattare sui consumi proprio a cavallo del capodanno cinese anche se le Autorità, diversamente dal passato, si sono immediatamente attivate per contenerne la diffusione.

Il virus sembra avere un livello di pericolosità molto inferiore rispetto ad eventi simili osservati in passato, ma anche una capacità superiore di trasmissione che rende il fenomeno difficilmente controllabile entro i confini non solo di Wuhan, ma anche cinesi. Questo aspetto da un punto di vista economico non è affatto secondario, perché in queste ore sta costringendo le Autorità a misure talora estreme, fra cui la sostanziale messa in quarantena di una regione di 60 milioni di abitanti, la sospensione dei viaggi organizzati all’estero, il blocco agli spostamenti interni e la forte limitazione ai collegamenti con Hong Kong.

E’ evidente che tali decisioni avranno un impatto su una delle principali economie globali e sul suo commercio con l’estero, già fiaccato in precedenza dalle complicate trattative commerciali. Anche in passato le conseguenze di precedenti epidemie sono state rilevanti: Massimo De Palma ricorda a questo proposito la SARS, il cui “costo” in termini di PIL è stato stimato nell’1,1% proprio in Cina e in alcuni decimi di punto in Occidente. La volatilità dei mercati di questi giorni è di conseguenza comprensibile, soprattutto in presenza di notizie ancora frammentarie. Se Massimo De Palma guarda al passato tuttavia (cfr. tabella 1), rileva che tale volatilità ha avuto vita piuttosto breve. Le variazioni dello S&P500 a 6 e 12 mesi sono state in quasi tutti i casi positive. Il che sostanzialmente ci dice che, su un orizzonte di medio termine, i mercati si muovono sulla base di altre dinamiche.