Nuova seduta di passione a Piazza Affari. Raffica di vendite su oil e bancari

Salgono in controtendenza Finmeccanica, Bulgari, Luxottica e Terna, affonda Prysmian. Vendite su Fiat, poco mossa Enel.

Ancora una seduta di passione per Piazza Affari che dopo l’affondo di ieri non è riuscita in alcun modo a rimbalzare, lasciandosi alle spalle un’altra giornata decisamente pesante. Gli indici hanno imboccato da subito la via delle vendite, accelerando al ribasso nel pomeriggio, sulla scia dell’incertezza di Wall Street che dopo un avvio in positivo ha cambiato subito direzione di marcia. A condizionare l’andamento degli scambi sono stati anche alcuni dati macro poco convincenti che hanno fornito un nuovo pretesto agli investitori per continuare a prendere beneficio dopo il recente rally. A fine giornata così l’indice Ftse Mib si è fermato a 19.023 punti, con un rosso del 2,89%, mentre il Ftse Italia All-Share ha ceduto il 2,82%. Ancor più negativi i bilanci del Ftse Italia Mid Cap e dello Star che hanno chiuso in flessione rispettivamente del 3,36% e del 3,08%. La più penalizzata tra le blue chips è stata Prysmian che ha lasciato sul parterre quasi nove punti percentuali, ma tra gli industriali ha perso quota anche Fiat che ha ceduto il 2,79% dopo che Morgan Stanley ha migliorato il prezzo obiettivo da 6 a 7,9 euro. In controtendenza Finmeccanica che ha guadagnato l’1,48%, sulla scia dei nuovi contratti aggiudicati dalle società del gruppo e in particolare da Selex e da Drs Technologies. La discesa dei prezzi del petrolio, che solo dopo il report sulle scorte Usa sono ritornati sopra i 70 dollari al barile, ha scatenato le vendite sui titoli del settore oil. Tenaris e Saipem hanno accusato un ribasso del 6,9% e del 5,56%, mentre ENI ha chiuso in rosso dell’1,48%. Sotto scacco le banche tra le quali si è difesa Intesa Sanpaolo, con un calo di poco più di un punto, dopo che Equita SIM ha confermato la raccomandazione “hold” sul titolo, alzando il target price da 2,4 a 2,6 euro. Più pesanti Monte Paschi (-3,06%), Banca Popolare di Milano (-4,5%), Mediobanca (-4,84%), Banco Popolare (-5,1%) e tra i peggiori si segnalano Unicredit (-6,43%) e Ubi Banca (-7,01%).