La seduta è  partita con un tono decente, in Asia. La  pressione da  parte delle piazze cinesi si è arrestata, con le "H" shares in grado di rimbalzare debolmente, e Shanghai però al  palo, con la mente ancora ai dati sul credito mediocri pubblicati ieri.

In generale il sentiment sul China Complex continua ad essere depresso dall'infuriare delle proteste a Hong Kong, con incidenti anche oggi. Il 24 novembre si tengono le elezioni locali, e i candidati dell'opposizione democratica già denunciano intimidazioni.

Il famoso progetto di legge "Hong Kong  human Rights and Democracy Act" continua ad essere bloccato al Senato USA dai Repubblicani, per evitare che la sua approvazione danneggi le trattative - che evidentemente stanno a cuore alla Casa Bianca - sulla  prima fase dell'accordo commerciale con la Cina. Ma un ulteriore escalation di violenze potrebbe indurre la  rimozione del blocco, cosa che avrebbe ricadute sulle relazioni tra le parti e quindi conseguenze più globali.

In ogni caso il recupero del sentiment occorso ieri in giornata ha offerto supporto all'area, con solo Sydney, delle principali piazze, a mostrare un marginale calo.

All'apertura europea, il sentiment costruttivo è stato unanimemente ascritto al circolare di un pezzo di Politico.com secondo  il quale Trump andrebbe verso un ulteriore rinvio di 6 mesi della decisione sul inchiesta 232 relativa alle auto europee. Ma la verità è che non è che il settore auto europeo in giornata abbia outperformato  particolarmente gli indici generali. Si può obiettare che, a rilevare, è l'atteggiamento generico di Trump nei confronti del Global Trade, e ogni segnale che questo diventa marginalmente più  costruttivo. Ciò può valere in particolare oggi, per  via dell'attesa del  discorso del  presidente al NY Economists Club alle 18 italiane.