Il settore dei gaming torna protagonista nei risultati di Nvidia, dopo che nel precedente trimestre erano stati i chip per data center a generare le entrate più elevate. E il colosso dei semiconduttori di Santa Clara nel terzo trimestre 2020 supera per la prima volta 4 miliardi di dollari di ricavi. Il prossimo traguardo di 5 miliardi potrebbe essere raggiunto già nel periodo in corso, grazie allo shopping per le festività natalizie che in Usa (e ormai quasi ovunque nel mondo) inizia con il Black Friday, il giorno successivo al Thanksgiving Day, che quest'anno cade il prossimo 26 novembre. Ne è convinto il chief executive Jensen Huang, che cita una "domanda travolgente". "Nvidia sta facendo tutto il possibile, segnando ricavi record nel settore dei giochi, nei data center e in generale", ha aggiunto il manager, che aveva fondato la società nel 1993 insieme a Chris Malachowsky e Curtis Priem.

Il gaming cresce del 37% ma i data center volano del 162%

Nel terzo trimestre Nvidia ha segnato profitti netti in crescita da 899 milioni, pari a 1,45 dollari per azione, a 1,34 miliardi, e 2,12 dollari. Su base rettificata l'eps è salito da 1,78 a 2,91 dollari, a fronte di ricavi rimbalzati del 57% annuo a 4,73 miliardi di dollari. Il consensus di FactSet era invece per 2,58 dollari e 4,42 miliardi rispettivamente. Il risultato è anche migliore rispetto ai 4,31-4,49 miliardi della guidance di Nvidia stessa. Grazie ai nuovi chip, per altro basati su quelli introdotti lo scorso anno nel segmento dei server, le vendite nel gaming sono cresciute del 37% annuo al record di 2,27 miliardi. Volate invece del 162% quelle nei data center sui nuovi massimi di 1,90 miliardi. Il consensus di FactSet era invece per 2,06 e 1,84 miliardi rispettivamente.

Dopo il boom bitcoin ora a guidare è l'intellingenza artificiale

La parabola di Nvidia è stata tutt'altro che lineare e se il 2020 è stato segnato da una serie di record, il 2019 era stato invece piuttosto complicato. Il business tradizionale del gaming (Nvidia storicamente è il brand più gettonato per le schede grafiche necessarie per gestire i videogiochi più esigenti in termini di potenza dei pc) era stato messo in crisi dal boom delle criptovalute. I requisiti di performance elevati necessari per il mining di bitcoin e simili avevano svuotato gli scaffali dai processori prodotti da Nvidia, a danno dei suoi tradizionali clienti. Nel corso dei trimestri il fenomeno si è ridimensionato e Nvidia ha iniziato a correre sul fronte dei chip per data center. Corsa culminata appunto nel sorpasso (1,75 contro 1,65 miliardi i ricavi) rispetto al segmento del gaming. Ora Nvidia sembra avere ritrovato un equilibrio anche se il futuro è tutto da scrivere. La nuova parola d'ordine, ovviamente, è intelligenza artificiale, mentre Nvidia è alle prese con la mega-acquisizione di Arm Holdings, annunciata lo scorso settembre.

(Raffaele Rovati)