Giordano Beani, head of Multi-Asset Fund Solutions Italy di Amundi SGR, spiega che “I fiori del male”, dal francese «Les fleurs du mal», è la raccolta di poesie più conosciuta di Charles Baudelaire pubblicata nel 1857. Baudelaire è considerato il capostipite dei “poeti maledetti”, anticipatore del decadentismo e della Scapigliatura italiana. Dal titolo si inferisce l’orientamento della poetica dell’autore francese: estrarre la bellezza dal male, infatti letteralmente il titolo può essere tradotto in “i fiori dal male”, facendo poesia su argomenti cupi, scabrosi e talvolta immorali, ma estraendo da essi la bellezza dell’arte. Ebbene di “male” i mercati azionari internazionali ne hanno subìto e assorbito parecchio soprattutto nei primi giorni della scorsa settimana.

I dati relativi agli indici PMI manifatturieri statunitensi prima, con la discesa rilevante per il secondo mese dell’indice sotto la fatidica soglia di 50 (47,8), la decisione del WTO poi di considerare legittimi 7,5 miliardi di dazi che gli Stati Uniti imporranno contro alcune merci europee, come compensazione delle pratiche giudicate anti concorrenziali di Airbus nei confronti di Boeing, per finire con il dato sui PMI dei servizi sempre in USA, che rimane sopra la soglia di 50 (52,6), ma che si attesta ben al di sotto delle previsioni degli analisti (55), sono gli elementi che puntano ad un incremento delle probabilità che il male per antonomasia in economia, vale a dire la recessione, possa materializzarsi presto. Ma dal male, ci insegna Baudelaire, si può estrarre la bellezza, in senso figurato per noi gli elementi che possono rivelarsi positivi al fine di scongiurare la recessione.