Bram Bos, Lead Portfolio Manager Green Bonds di NN Investment Partners, spiega che il mercato dei green bond è in piena espansione. Questo segmento, fortemente orientato verso le emissioni denominate in euro investment grade, ha visto un significativo aumento delle emissioni sia societarie che governative nell'ultimo anno. Nel dicembre 2019, il mercato delle obbligazioni verdi ha superato la soglia dei 500 miliardi di euro, conferendogli una posizione dominante nel settore del reddito fisso sostenibile.

Da quando Christine Lagarde ha assunto la presidenza della BCE, è in corso un dibattito sull'avvio di un programma di quantitative easing (QE) green. Ma quanto è probabile e quale effetto avrà sul mercato delle obbligazioni verdi? Il mese scorso la BCE ha rilanciato il programma di QE, con l'intenzione di acquistare obbligazioni per un valore di 20 miliardi di euro al mese. Tuttavia, ci sono molte limitazioni nel programma di QE. Ad esempio, solo le obbligazioni denominate in euro sono ammissibili e la BCE non può detenere più di un terzo di ogni singola emissione. Quindi, anche se alcune delle obbligazioni che acquista attualmente possono essere verdi, questa è probabilmente più una coincidenza che una scelta consapevole. Se applichiamo tutte le restrizioni della BCE allo spazio dei green bond, "solo" circa 50-80 miliardi di euro sono ammissibili. Questo esclude un QE green completo, dato che il mercato è ancora troppo piccolo. Ma questo non significa che la BCE non farà nulla.

In NN IP ritengono che qualsiasi iniziativa della BCE avrà un effetto positivo in termini di miglioramento del profilo del mercato dei green bond. Ad esempio, potrebbe comunicare il volume di obbligazioni verdi che acquista o fissare una soglia minima mensile di acquisto e mirare ad aumentarla nel tempo. Ciò darebbe un segnale molto forte al mercato sul cambiamento climatico. Una tale mossa attirerebbe anche un maggior numero di emittenti, il che alimenterebbe ulteriormente la crescita del mercato.