La Legge di Bilancio 2020 non solo ha approvato la possibilità per le lavoratrici italiane di richiedere la pensione anticipata tramite l’opzione donna, ma ha dato anche maggiori indicazioni sui requisiti anagrafici e contributivi per poter accedere a questa tipologia pensionistica. 

Opzione donna: cos’è

L’opzione donna si configura come uno strumento, disciplinato dall’art. 1 della Legge Maroni del 2004, che consente alle lavoratrici, sia autonome che subordinate, di poter godere anticipatamente della pensione rispetto ai trattamenti previdenziali ordinari, ovvero la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata.

Nello specifico, secondo quanto affermato dall’Inps: 

La cosiddetta “Opzione donna” è un trattamento pensionistico erogato, a domanda, alle lavoratrici dipendenti e autonome che, avendo maturato entro il 31 dicembre 2019 i requisiti previsti dalla legge, optano per il sistema di calcolo contributivo della pensione.

Le potenzialità dell’opzione donna erano state sperimentate fino al 31 dicembre 2015, poi prolungate per gli anni 2016 e 2017, in seguito alla Legge di Stabilità 2016 e la Legge di Bilancio 2017. 

Nuove disposizioni della Legge di Bilancio 2020

L’art. 1 comma 476 della Legge di Bilancio 2020 ha disposto così la proroga dell’opzione donna, dando a migliaia di lavoratrici italiane, dipendenti ed autonome, la possibilità di richiedere la pensione anticipata. 

Con la circolare INPS 7 febbraio 2020, n. 18, le cittadine italiane sono state informate dell’entrata in vigore dal 1 gennaio 2020 della disposizione della Legge di Bilancio 2020 in materia dell’opzione donna, permettendo alle lavoratrici che abbiano maturato i requisiti entro tale data di accedere al pensionamento anticipato.

Ai sensi di quanto espresso dalla Legge di Bilancio 2020, è specificato che le lavoratrici italiane possono godere del diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico solo dopo che sono trascorsi 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti. Invece nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi, è necessario che siano trascorsi almeno 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti. 

Per quanto riguarda le lavoratrici del comparto scuola e dell’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica (AFAM), al ricorrere dei requisiti, possono conseguire il trattamento pensionistico rispettivamente a decorrere dal 1° settembre e dal 1° novembre 2020.

La decorrenza del trattamento pensionistico non può essere comunque anteriore al 2 gennaio 2020. Le lavoratrici che hanno raggiunto i requisiti previsti dalla Legge di Bilancio 2020 in merito all’opzione donna entro il 31 dicembre 2019, possono conseguire il trattamento pensionistico anche successivamente alla prima decorrenza utile.

Opzione donna: chi può accedere

Grazie alla Legge di Bilancio 2020, è stata così estesa la possibilità del pensionamento anticipato riservato alle donne alle lavoratrici.

L’opzione donna è riservata esclusivamente alle lavoratrici iscritte all’Assicurazione generale obbligatoria (Ago) o a fondi sostitutivi o esclusivi, quali dipendenti del settore privato, pubblico impiego e lavoratrici autonome, che siano in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995. 

Ciò vuol dire che possono farne domanda le dipendenti del settore privato o pubblico e le lavoratrici autonome. Non rientrano dunque le lavoratrici iscritte alla Gestione separata INPS, o che comunque intendano avvalersi di contribuzione maturata al suo interno ai fini del perfezionamento del requisito contributivo. 

Inoltre sono escluse dalla possibilità di fruire dell’opzione donna anche le lavoratrici che abbiano già maturato il diritto alla pensione (di anzianità, vecchiaia o anticipata) sulla base dei requisiti previsti a normativa vigente, così come le lavoratici coinvolte nelle salvaguardie introdotte dopo il 2011 a tutela dei cosiddetti “esodati”. 

Requisiti anagrafici opzione donna

Secondo quanto espresso dalla Legge di Bilancio 2020, possono accedere alla pensione anticipata attraverso l’opzione donna, esclusivamente le lavoratrici italiane che entro il 31 dicembre 2019, hanno maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni ed un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) e a 59 anni (per le lavoratrici autonome).

Inoltre, è specificato che ai fini del conseguimento della pensione è necessaria la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Non è invece richiesta la cessazione dell'attività svolta in qualità di lavoratrice autonoma.

Per quanto riguarda il requisito contributivo, secondo quanto espresso dalla Legge di Bilancio, affinché le lavoratrici possano usufruire della pensione opzione donna, è necessario che abbiano un’anzianità contributiva di almeno 35 anni. 

Requisiti contributivi opzione donna

In merito ai requisiti contributivi per ottenere la pensione anticipata dell’opzione donna, occorre vedere nel dettaglio quali sono i contributi ritenuti validi. 

Infatti, a tal proposito attraverso la Circolare n.11/2019, l’Inps ha chiarito che ai fini del raggiungimento del requisito contributivo minimo di 35 anni, è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurata. 

Per questo motivo, rientrano nei requisiti contributivi per l’ottenimento dell’opzione donna: i contributi obbligatori, i contributi da riscatto o da ricongiunzione, i contributi volontari e figurativi. Non rientrano, invece, i contributi figurativi accreditati per malattia e disoccupazione.

Inoltre, è specificato che per la richiesta dell’opzione donna, non è possibile considerare i contributi accreditati in gestioni previdenziali diverse, attraverso cumuli o totalizzazioni. Un’eccezione è rappresentata dalla totalizzazione dei contributi esteri, la quale è invece ammessa ai fini dell’ottenimento della pensione anticipata prevista per l’opzione donna.

L’importo della pensione con l’opzione donna

L’opzione donna presenta però alcuni aspetti che potrebbero disincentivare le lavoratrici a richiedere domanda per questa tipologia di pensionamento anticipato. 

In effetti, una delle caratteristiche maggiormente criticata della pensione anticipata prevista dall’opzione donna è quella delle regole di calcolo del sistema contributivo previsto dal decreto legislativo 180/1997, in genere più penalizzante rispetto al sistema retributivo tradizionale.

Inoltre il sistema contributivo si applica a prescindere dalla collocazione temporale degli accrediti contributivi. Per cui per i contributi accreditati prima dell’1 gennaio 1996, si applica generalmente il calcolo retributivo. Ciò si traduce in un taglio pensionistico che potrebbe variare in una fascia dal 25% al 35%, sulla base del caso specifico.

Questo significa che le lavoratrici che decidono di richiedere la pensione anticipata prevista dall’opzione donna rinunciano il loro diritto al sistema di calcolo basato sulla propria storia contributiva. La seguente dinamica si traduce in un taglio delle pensioni di circa 30%.

La finestra mobile per opzione donna

Un altro fattore da tenere in considerazione da parte delle lavoratrici intenzionate ad accedere all’opzione donna è la decorrenza del primo assegno pensionistico. Occorre specificare che la maturazione dei requisiti non implica tuttavia la ricezione della pensione stessa.

Infatti, sulla base di quanto previsto della Legge di Bilancio 2020 in merito alla pensione anticipata dell’opzione donna, il meccanismo di erogazione della pensione è quello della cosiddetta finestra mobile. 

Secondo il meccanismo della finestra mobile, l’erogazione pensionistica avviene soltanto dopo 12 mesi dalla maturazione dei requisiti per le dipendenti, sia nel settore pubblico che privato. Mentre per quanto riguarda le lavoratrici autonome, l’erogazione della pensione è prevista dopo 18 mesi. 

Un’ulteriore specificità riguarda il comparto scuola e AFAM che, al ricorrere dei requisiti, possono invece accedere al trattamento pensionistico tramite l’opzione donna, a decorrere rispettivamente dall’1 settembre e dall’1 novembre 2020. 

Come fare domanda per l’opzione donna

Secondo quanto espresso dalla Legge di Bilancio 2020, tutte le lavoratrici dipendenti ed autonome aventi i requisiti per poter accedere alla pensione anticipata prevista dall’opzione donna possono presentare la propria domanda direttamente tramite il sito INPS accedendo all’apposita area del portale mediante PIN oppure rivolgendosi al Contact Center dell’Istituto Nazionale di Previdenziale Sociale. 

In alternativa, le lavoratrici possono fare la richiesta della pensione anticipata tramite patronati o altri soggetti abilitati all’intermediazione.