Il calo è costante, a tratti contrassegnato da quello che gli esperti chiamano flash crash ossia crolli improvvisi poi recuperati. Una cosa però è certa: l’oro sta perdendo il suo splendore e anche se per qualcun basta solo una lucidatina, per altri invece non sarà così semplice il cammino.

Tra questi Claude Erb, ex manager del fondo per le materie del TCW Group che parla di una previsione di 350 dollari l’oncia per il metallo giallo. I motivi che spingono Erb ad una previsione così drastica si basano sulla valutazione del fair value dell’oro, cioè del suo valore intrinseco finora valutato intorno a 825 dollari, destinato però a scendere su valori molto più bassi.

Le cause eterodosse

Ma cosa provocherà questo crollo? Un semplice atteggiamento da parte degli investitori che il cui andamento assomiglia più ad una diagnosi post traumatica che non ad un analisi tecnica con la quale ha molto poco a che fare. Second Erb, infatti, tutto il procedimento è riassumibile nello schema delle fasi del dolore con le quali l’organismo metabolizza lo shock ovvero negazione, rabbia, contrattazione, depressione e accettazione. Nella su analisi a lungo termine, la prima fase, quella della negazione si sarebbe verificata già nel 2012 con un prezzo che, all’inizio della caduta, qualcuno pessimisticamente (per i parametri di allora) aveva annunciato intorno agli 800 dollari l’oncia senza venire creduto.